Se ti stai chiedendo per quale ragione ho inserito questo dolce in un ricettario dedicato ai sapori dell’Emilia-Romagna, la ragione è semplice.
Questo blog è una raccolta di ricette di vita, la mia, e della Via Emilia. Una mappa che prende forma anno dopo anno.
La torta di grano saraceno è uno dei sapori che amo dell’Alto Adige.
Sa di vento freddo, cieli limpidi e sapori semplici.
Taglio la torta, scelgo la mia fetta, mi siedo e affondo i denti. Sono giorni in cui i pensieri si susseguono veloci come nuvole spinte da un vento dispettoso.
Pensavo che nel 2019 mi aspettasse una nuova avventura lavorativa ma ho sbagliato scelte.
Ho lasciato tutto per una strada sbagliata.
Cose che succedono. Anche se non si parla quasi mai degli errori. E del fatto che prima di diventare opportunità ti fanno sentire le lacrime in fondo agli occhi e un gran peso sulle spalle.
Da settimane cucino questa torta di grano saraceno.
Amo la montagna e come mi fa sentire. E questa voglia di torta di grano saraceno esprime il mio desiderio di ritornare serena e di cose semplici.
Della torta, in men che non si dica, resteranno solo le briciole. Della vita anche.
Ancora una volta, non resta che rimboccarsi le maniche per riprendere il cammino fino a quando il sole non tornerà a splendere alto nel mio cielo.
Tu come affronti i momenti di tristezza?
Per me la cucina è una terapia. A volte, una buona ricetta ha lo stesso valore di una prescrizione medica.

La mia ricetta di torta di grano saraceno all’olio d’oliva
Di questa torta, che negli anni ho preparato tante volte per le colazioni di Casa Nora, il b&b che per alcuni anni ho gestito con mio marito, posso dire che si è guadagnata sul campo la medaglia d’oro. Credo a pari merito con la ciambella romagnola alla Nutella.
La ricetta è senza glutine. La mia versione è anche senza burro.
Ho fatto molte prove per sostituire la parte grassa del burro con olio d’oliva in modo che non si sentisse la mancanza del primo e neppure il sapore del secondo visto che è estraneo a un dolce tradizionale di montagna.
La ricetta è precisa e se rispetti la proporzione degli ingredienti e i passaggi del procedimento, il risultato è garantito.
Altre ricette con il grano saraceno
- Torta di mele al grano saraceno
- Tagliolini al grano saraceno e pesto d’erbe
- Crespelle di grano saraceno con ricotta e asparagi
- Frollini di grano saraceno
- Ciambella di zucca e mandorle al grano saraceno
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Torta di grano saraceno (con olio d'oliva)
Equipment
- stampo a cerniera: 20 cm diametro
Ingredienti
- 150 g di farina di grano saraceno fine
- 150 g di farina di nocciole oppure nocciole tritate finemente; vanno bene anche le mandorle
- 15 g di lievito in polvere per dolci
- 1 pizzico di sale
- 150 g di zucchero di canna
- 3 uova, circa 160-170 g
- 50 g di olio d'oliva
- 100 g di latte a temperatura ambiente
Per farcire
- 250 g di confettura di lamponi oppure mirtilli oppure frutti di bosco
Istruzioni
- Preriscalda il forno a 170 gradi, funzione statica.
- In una ciotola mescola farina di grano saraceno, farina di nocciole, lievito e sale. Tieni da parte.
- In un’altra ciotola, monta le uova intere con lo zucchero usando la frusta elettrica per 4 minuti o fino a quando il composto sarà spumoso.
- Poi, senza spegnere le fruste, aggiungi al composto l’olio d’oliva a filo.
- Infine, in un colpo solo unisci le farine e il latte. Amalgama gli ingredienti con le fruste elettriche per 2 minuti.
- Rivesti uno stampo con carta forno, verso il composto e cuoci in forno già caldo per circa 45 minuti. Oppure, inserisci uno stecchino al centro del dolce negli ultimi minuti di cottura. Se esce asciutto e pulito, la torta è pronta. Se presenta residui di impasto umido o briciole, prosegui la cottura per altri 5 minuti.
- Lascia raffreddare completamente prima di togliere il dolce dallo stampo e tagliare a metà per farcire con la confettura.
- Spolvera con zucchero a velo.
Consiglio
- Si conserva per diversi giorni fuori frigorifero.
- Servi la torta con panna montata o gelato di crema a parte trasformandola in un gustoso dessert.







6 Comments
Carolina
Cara Monica, leggo questo post per la prima volta ora. Forse tre anni fa non avevo ancora avuto la fortuna di conoscerti.
E non sai quanta forza mi hai dato.
Il mio ultimo anno è stato difficile. A volte mi sembra che qualcosa stia cambiando, ma poi ripiombo nell’apatia.
Gli ultimi due mesi poi … lasciamo perdere.
E poi leggo qui.
Tanto davvero su cui riflettere.
E naturalmente la ricetta di una torta che farò ❤ grazie
Monica
Carolina, so che l’ultimo anno ti ha tolto molto e vorrei poterti indicare una via per ritrovare la luce e la serenità. Purtroppo è una strada che devi compiere tu. Ma io sono con te; sono alle tue spalle per incoraggiarti e faccio il tifo per te. E per cucinare insieme, ogni volta che vorrai. Ti lascio con una esortazione saggia (e buddista) che invita a guardare avanti, ricordandoci che il presente, per quanto possa essere triste o feroce, non durerà per sempre. Trattieni quello che c’è di buono e guarda oltre. Un abbraccio, Monica
laura
Cara Monica tu dici ” La vita non si può vivere in modo mediocre” ma nemmeno aspirare di essere sempre al vertice o cogliere tutto. A volte lamentarsi serve almeno a sfogarsi e a non tenere tutto dentro a ribollire. Ti confesso che avevo grandi progetti pianificati anch’io, ho dovuto abbandonare in toto.
Ho pianto, tanto, per la delusione e per la rabbia, come al solito mi sono soffiata il naso, ho asciugato gli occhi e ho cercato di ripartire come meglio ho potuto.
In questi anni, già troppi, mi sono lasciata e mi lascio vivere tuttora. Non vedo prospettive o cambiamenti per ora. Non pianifico più nulla per non subire altre delusioni, vivo alla giornata, giornate sempre più cupe e aspetto tempi migliori sperando che arrivino.
Non posso consolarti più di tanto e me ne rammarico, noi spippoline entusiaste di tutto e che vedavamo sempre positivo.
Comunque leggi tra le righe…sono molto più vecchia di te, ma continuo a credere che qualcosa di buono arriverà: ce lo meritiamo.
Ho diecimilasettecentoquarantadue dolci da provare…questo va in coda…prima o poi tocca a lui.
Monica
Certo, hai ragione. Ma insoddisfazione e mediocrità, per me, sono due cose diverse. Essere insoddisfatti e lamentarsi fa parte delle cose della vita. La mediocrità è una scelta d’accontentarsi che non accetto. Sai tutta la filosofia della gioia nelle piccole cose? Da un lato la condivido pienamente (non si può non essere mai felici di quello che si ha o non notare la felicità che viene dall’osservare un fiore, mangiare la pizza… insomma le piccole cose). D’altro canto, questa ossessione ha spinto verso un accontentarsi generale che produce mediocrità e zero prospettive. Il corto circuito che ha investito la mia vita alcuni anni fa è stato uno tsunami. Lavoro, amici, salute, tutto sottosopra. Tre anni ho impiegato ad uscire dal pantano di quella situazione e dalla depressione.
Tortellini è stata una mongolfiera che mi faceva volare sopra i problemi e il malessere. Nel frattempo mi sono chiesta che cosa fosse veramente successo per inciampare a quel modo. Nella vita ho affrontato e risolto tante situazioni, anche gravi. E niente, ho dovuto smontare la somma di problemi e nodi venuti al pettine, scompormi per ricompormi. Sto ancora lavorando e, nel trambusto, Tortellini è sempre una finestra da cui entra luce. Grazie d’avermi fatto compagnia e avere cucinato con me. Sei stata e sei preziosa, Monica
Ivana Feliciangeli
Bella e senz’altro buonissima ricetta!
La farò senz’altro! Grazie ????
Monica
Grazie Ivana, sono molto felice. Poi sappimi dire come è andata la prova assaggio, buona cucina. Monica