La crostata 125 si prepara con quattro ingredienti in quantità uguali, 125 grammi per ciascuno.
Le torte quattro quarti sono dolci soffici e burrosi caratterizzati dall’uso di quattro ingredienti base, farina, burro, zucchero e uova, in quantità uguali. Di solito è il peso delle uova a determinare la quantità degli altri ingredienti, rendendola una base perfetta per dolci alti e soffici.
Tutto chiaro?
Bene, dimentica le torte quattro quarti, perché questo dolce prevede la stessa quantità per tutti gli ingredienti della base, ma senza uova. E, soprattutto, il risultato finale è più simile a una crostata che a una torta.
In questa ricetta il nome deriva dal peso in grammi degli ingredienti utilizzati. Io ho scelto di chiamarla così perché mi è stata passata semplicemente come 125.
Passaparola
La crostata 125 l’ho trovata per caso una mattina di gennaio entrando nella scuola di inglese che frequento. Chi mi conosce sa della mia passione per la cucina e del mio impegno per trasformarlo in un lavoro, anche il mio insegnante che non vedeva l’ora di essere lui a darmi una ricetta che, a sua volta, ha ricevuto da una cuoca bolognese che l’ha sentita da una amica.
Il passaparola è raro quanto una lettera scritta a mano.
Le ricette ormai si trovano sul web.
Per questo penso che una ricetta bisbigliata all’orecchio sia un regalo del destino dal sapore poetico.
È un dolce che sa di casa, sia per gli ingredienti di uso comune sia per la facilità della preparazione. E visto che è un dono che mi fa piacere condividere, ti lascio la ricetta.
Ho fatto alcune prove e spero di evitarti l’errore più comune di tutti, cambiare qualcosina qui e lì tanto cosa vuoi che succeda. Niente di grave, di solito. A parte cucinare qualcosa di poco buono o cattivo e pensare che la ricetta era terribile quando la ricetta che non funziona è la tua, quella che hai cambiato, non l’originale.

Prove che ho fatto per te
- Ho fatto la torta usando zucchero semolato e zucchero di canna. In questa ricetta preferisco quello di canna ma tu usa quello che hai o piace a te.
- Ho ridotto la quantità di zucchero e, in seguito, quella del burro. Se lo farai sappi che otterrai un dolce che non ha niente a che fare con il sapore originale del dolce che, fra l’altro, è una bomba. Rispetta le quantità previste nella ricetta di ogni ingrediente oppure assumiti le tue responsabilità. Se togli burro, il dolce sarà meno friabile e più polveroso. Anche più difficile da impastare. Se togli zucchero, l’effetto sarà un dolce poco croccante e anonimo.
- Ho sostituito la farina integrale con la farina di grano saraceno. Se ti piace il sapore del secondo o vuoi un dolce senza glutine, usa questa farina.
- Ho abbinato la farina di grano saraceno alla confettura di prugne e quella integrale a una di mirtillo. Secondo me puoi scegliere la tua preferita senza timore di sbagliare.
- Impastando potrebbe venirti la tentazione di aggiungere del liquido. Resisti e impasta, andrà tutto bene.
Anche io vivo di passaparola, se ti piace il mio lavoro parlane con chi ama storie e ricette che hanno un buon sapore!
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Crostata 125 (senza uova)
Equipment
- 1 stampo da 15×21 cm ma puoi usare anche una teglia rotonda
Ingredienti
- 125 g di mandorle tritate finemente oppure nocciole
- 125 g di farina integrale oppure di grano saraceno
- 125 g di zucchero di canna
- 125 g di burro freddo da frigorifero
Per farcire
- 200 g della tua confettura preferita (io ho usato prugne e mirtilli)
Istruzioni
- Preriscalda il forno a 180 gradi, funzione statica.
- Pesa gli ingredienti. In una ciotola riunisci le polveri e mescola, poi aggiungi il burro a tocchetti e impasta velocemente con la punta delle dita per non scaldare troppo il burro. All’inizio l’impasto ti sembrerà polveroso, come se avesse bisogno di un tuorlo o di latte. Lascia tempo al burro di tenere tutto insieme, fidati della ricetta.
- Lascia riposare l’impasto per qualche minuto fuori frigorifero (prima leggi i consigli).
- Fodera una teglia con carta forno bagnata e strizzata, con le dita stendi sul fondo ¾ dell’impasto avendo cura di formare dei bordi.
- Stendi sul fondo del dolce la confettura.
- Sbriciola sulla superficie del dolce l’impasto avanzato in modo uniforme, come se fosse una sbrisolona.
- Cuoci per 35 minuti in forno già caldo.
- Lascia raffreddare prima di servire.
Consigli
- Di solito l’impasto della frolla deve riposare in frigorifero prima di essere steso. In questo caso non serve, puoi usare l’impasto senza attendere a patto che 1) il burro non sia stato lavorato molto a lungo e necessiti di un passaggio in frigorifero oppure 2) non faccia molto caldo (nella tua cucina e fuori dalla cucina). In questi casi, se l’impasto deve riposare, accendi il forno quando sei pronta a stendere la base.
- Conserva fuori frigorifero per alcuni giorni.
La rete delle donne prima del web
Questa ricetta mi è arrivata attraverso un passaparola. E non è una cosa così banale come sembra.
Prima che il web diventasse la principale fonte di reperimento delle ricette, c’era il passaparola.
Era una rete invisibile quella che collegava le donne del passato. Come il web era senza fili ma lo scambio avveniva oralmente oppure via lettera.
A favorire la trasmissione prevalentemente orale fu (anche) l’analfabetismo che per molte donne rimase un dato di fatto fino a metà del Novecento.
E se la trascrizione di una ricetta su un foglio di carta è un gesto antico, per le donne è stata una conquista legata al riconoscimento del diritto allo studio o alla forza di volontà della singola persona di elevarsi studiando da sole. I primi appunti casalinghi, scritti diligentemente su un quaderno, rappresentano gli antenati dei libri di cucina e, naturalmente, di ogni food blog.
Nel corso del Novecento lo scambio epistolare diventa più rilevante e affianca la trasmissione orale. Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, nel giro di un decennio, il telefono diventa un nuovo strumento a supporto della rete delle donne. Quel filo collegato al muro porta il suono di voci lontane velocizzando la comunicazione.
Ricordo ancora nonna, seduta vicino al telefono mentre prende appunti su qualunque cosa abbia a portata di mano, anche le stesse buste dell’ultima lettera ricevuta. E di quello scambio resta una traccia preziosa nei suoi quaderni dalla bella calligrafia e dalla grammatica un po’ incerta.
Mentre noi accediamo alla Rete aprendo il telefono o il pc, quelle donne costruirono la loro rete. E mi conforta il pensiero che in ognuna di noi sopravvive qualcosa di quelle antiche pioniere ogni volta che condividiamo una ricetta della tradizione.





