Frittelle di mela, ricetta della nonna

Devo fare una piccola confessione.

A Carnevale non amo travestirmi. In compenso amo tutti i dolci di questo periodo.
E anche se le frittelle di mela sono buone in qualunque momento dell’anno, io le associo al Carnevale. Forse perché mia nonna le faceva sempre. Insieme alla sfrappole (o frappe), di cui ero ghiottisima (la ricetta di casa la trovi anche qui sul blog).

E poi mi piacciono le maschere tradizionali. Arlecchino, Pulcinella, Colombina.
E certi costumi bellissimi che sfilano al Carnevale di Venezia.
L’importante è che non debba essere io a travestirmi.

Fine della confessione parte 1. Ora inizia la parte 2.

Frittelle di mela

I fritti di Carnevale

Quello che amo follemente del Carnevale sono i suoi dolci -quasi tutti fritti. Si, perché se il carnevale in strada è fatto di maschere e coriandoli, a tavola è soprattutto fritto.
Frappe, zeppole, castagnole, topini, frittelle. A Bologna si fanno anche le tagliatelle dolci fritte. Le hai mai assaggiate?

Mia nonna Sara preparava grandi vassoi di sfrappole bagnate con l’alchermes che io e i miei cugini divoravamo a merenda. E visto che erano tutti maschi e io un soldo di cacio e un pugnetto di ossa, dovevo darmi da fare per non finire in seconda fila.

Le frittelle di mela, quelle spiritose

Spesso, quando eravamo solo lei ed io, mi sorrideva, prendeva una mela e faceva le frittelle. Nonna Sara le chiamava frittelle spiritose perché c’è un cucchiaio di marsala nella pastella. Ma va bene anche del rum o nessuno spirito. E la scorza del limone grattugiato.
Che le facevo mettere anche sopra, quando spolverava con lo zucchero.
A velo o di semola, scegli tu.

Il futuro inizia oggi, decidi tu che sapore dargli
Monica

Frittelle di mela

Ricetta delle Frittelle di mela


Ingredienti
per 4 persone


2 mele farinose, circa 700 g
farina integrale, 180 g
lievito per dolci, 1/2 cucchiaino
zucchero di canna, 30 g
2 uova
2 cucchiai di Marsala o altro liquore
succo di mezzo limone filtrato
buccia grattugiata di mezzo limone
2 cucchiai di acqua gassata, fredda
latte q.b.

per guarnire, zucchero a velo o semolato
per friggere, olio di semi di arachidi


Procedimento


Inizia preparando la pastella.

In una ciotola mescola farina, zucchero, lievito, buccia grattugiata del limone.

Aggiungi tutti i liquidi e il latte, poco alla volta, sempre mescolando, sino a ottenere una pastella morbida ma non troppo liquida.

Sbuccia le mele, elimina il torsolo centrale con uno scavino da frutta e taglia delle fette di circa 1 cm (non troppo sottili o si rompono, non troppo grosse o non cuociono bene).

Immergi completamente nella pastella una fetta alla volta, più volte, poi friggi nell’olio ben caldo. Io uso un pentolino alto, così le frittelle di mela risultano perfette.

Cuoci una fetta per volta, per un paio di minuti per ogni lato, appena prende colore adagia la frittella su carta assorbente, prima di iniziare a friggere la successiva.

Cospargi con zucchero a velo o semolato o di canna e non dimenticare una grattugiata di scorza di limone.

Mangiale calde!

Frittelle di mela

Mini me e il Carnevale

Non mi piaceva nemmeno da piccola. Tra me e il Carnevale c’è sempre stata poca sintonia. Sarà che ero una bambina un po’ timida e introversa (ok forse ero già un po’ Grinch).
Sarà che per me le avventure passavano dalle pagine dei libri che divoravo. Insomma non ricordo di avere amato neppure uno dei tanti vestiti di carnevale che ho indossato per sembrare una bambina come le altre.

Sceglievo abiti che mi impacciavano nei movimenti o non mi stavano bene, o forse ero io vedermi così, non so, ma finivano per guastarmi l’umore e la festa. Nelle fotografie che mi ritraggono a Carnevale ho sempre il broncio.

Fata di Primavera

Il mio incubo. A volte penso -ancora rabbrividendo- al maxi abito rosa, coperto di tulle, foglie e rami che doveva trasformarmi in una fata di primavera.

Un gigantesco abito rosa, ricoperto da strati di tulle, rami e fiori.
Ah! E il cappello vezzoso? Ornato di ramo modello corna di cervo, che volava ad ogni passo? Mi viene ancora ansia a pensarci.
Dovevo camminare con una mano al cappello e una manovrando rami e fiori.
Fra l’altro, tenendo leggermente sollevato l’abito per muovermi, si vedevano spuntare le clarcks. Cosa che mi infastidiva terribilmente perché sono sempre stata una precisina.

Fu l’apice del cattivo umore per colpa di un vestito (ok, anche con quello delle nozze ho faticato ad andare d’accordo, diciamo che era un modello fata di primavera).
Credo che mai, né prima né dopo, sia mai più esistita una fata di primavera con tendenza alla piromania.

Preferivo di gran lunga restare a casa e fare merenda con le frittelle di mela di nonna Sara.

Le maschere tradizionali dell’Emilia-Romagna

Conosci le maschere tradizionali dell’Emilia-Romagna? Le più note sono quelle del dottor Balanzone, tipica di Bologna. Fagiolino che nasce nel mondo dei burattini, e Sandrone, il contadino un po’ ignorante che si rivela furbo come una volpe. Ognuna ha la sua storia e il suo carattere. E poi queste non sono le uniche! Ci sono anche Tasi, Lazzarone, Sganapino…
Se hai voglia di scoprire che tipi sono, puoi leggere questo articolo nel sito di Travel Emilia-Romagna, il portale dedicato alla mia regione: QUI

Se vuoi leggere altre ricette e letture a tema Carnevale, puoi dare uno sguardo a quello che c’è sul blog, QUI

Frittelle di mela

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