Ho iniziato l’anno cucinando piatti robusti, adatti alla stagione.
Come lo stufato di salsiccia e fagioli con il tocco speciale di nonna Sara, ovvero qualche pezzo di pancetta fresca che durante la cottura addolcisce la salsiccia mentre trasferisce alla salsa un gran sapore.
Casalinghitudine
Adesso lo so.
Frequentavo la prima elementare quando, al termine delle vacanze di Natale, scoprii che avrei dovuto abbandonare il tepore della cucina di casa per tornare a scuola. Nel cuore gelido dell’inverno, quando gennaio invita alla casalinghitudine, fui messa sul pulmino giallo nonostante la mia proposta di andare in pensione. A quel tempo, non sapevo dare un nome alla sensazione di casalinghitudine che per me, da sempre, accompagna gennaio.
Per raccontarti questo sentimento devo parlarti di un tempo che rallenta per osservare, pensare, ascoltarmi, cucinare, leggere. È un sentimento che abbraccia gesti, parole e spazi che tendo a dare per scontati. Un tempo per stare nelle cose così come sono, qui e adesso.
In tempi così difficili, il piacere di stare o rientrare a casa dopo il lavoro, toccare i miei libri, sedermi al tavolo di lavoro nel mio studio, entrare in cucina e allacciare il grembiule sono doni che apprezzo più che mai. Forse anche tu.
Lo stufato di salsiccia e fagioli e la cucina di una volta
Quando ero piccola, la domenica era un giorno speciale. A differenza degli altri giorni della settimana, il pranzo prevedeva un menù completo; e anche se di sera si tornava alla regola di una pietanza e un contorno, la scelta ricadeva su qualcosa di inusuale come la grigliata mista o un piatto in umido, ovvero qualcosa che cuoce a lungo nella salsa di pomodoro.
Mentre il rito della preparazione della grigliata iniziava in tavernetta, lo stufato prendeva forma nella cucina al piano di sopra, quella di casa.
Dalla mia postazione, seguivo i passaggi. Prima i fagioli, poi la carne, infine la passata. Con il passare del tempo, il profumo più intenso e il colore della salsa che da rossa assume una sfumatura oro-arancione, indicavano che lo stufato era cotto a puntino. La sua infatti è una cottura lunga ma non troppo. Ha un sapore robusto. È un piatto che sfama e scalda. Sul tavolo non c’è molto spazio per l’eleganza dell’impiattamento. Lo stufato è pura sostanza e vuole solo pane fresco per accompagnare il saluto finale con il gesto della scarpetta.
La mia cucina di gennaio di oggi è molto simile a quella di una volta. Per non dire del fatto che cucino i piatti come ho imparato da nonna. A volte seguo la tradizione. A volte, come ha fatto lei prima di me, cambio strada per trovare la mia. Non è mancanza di rispetto. Al contrario, è amore. L’innovazione è un modo per tenere in vita le tradizioni, permettendo a una ricetta di cambiare per adattarsi e andare incontro al futuro.
La cucina di gennaio di oggi
Per capire di quale cibo scrivere e quali ricette condividere, ho bisogno di cucinare. Non a caso, in questo mese ho trascorso molte ore in cucina. Faccio test rigorosi su vecchie e nuove ricette per trovare il focus culinario del nuovo anno, prendo appunti e vedo cosa funziona. A volte va tutto bene, a volte no.
In ogni caso, amo il processo creativo che ruota attorno a questa newsletter e al blog. E la condivisione del cibo, con relative discussioni, con i miei assaggiatori dietro le quinte (famiglia e amici).
Piatti che ho cucinato in gennaio
- Polenta, più e più volte. Quella taragna è perfetta per notti buie e tempestose
- Minestre e zuppe, quella di fagioli e prosciutto affumicato è da provare.
- Stufati, brasati e polpette, nonna li chiamava intingoli
- Ciambelle da credenza
Note di cucina sulla ricetta dello stufato di salsiccia e fagioli
La ricetta dello stufato di salsiccia e fagioli è lo stessa che usava nonna cinquanta anni fa.
Iniziava mettendo in ammollo i fagioli la notte prima. Usava cannellini o borlotti ma più spesso i cannellini. Dopo averli sciacquati sotto acqua fredda, sistemava i fagioli e qualche foglia di alloro in una padella ampia dove tutti gli ingredienti prendevano posto comodamente, versava un generoso giro di olio d’oliva e accendeva il fornello. Dopo un paio di minuti metteva nel tegame prima la pancetta e poi la salsiccia, prima privata della pelle e tagliata a pezzi.
Lasciava insaporire per qualche minuto prima di aprire una bottiglia di passata dell’estate precedente che versava sugli ingredienti prima di coprire e cuocere a fiamma bassa e fornello piccolo per circa 20 minuti. Completava la cottura, altri 20 minuti, a tegame scoperto.
All’ora di cena, senza bisogno di alcun annuncio, eravamo già tutti riuniti attorno alla tavola, il pane fresco nel cestino e quel buonumore tipico di quando un buon profumo stuzzica appetito e gaiezza.
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Stufato salsiccia e fagioli
Ingredienti
- 450 g di salsiccia fresca
- 100 g di pancetta fresca di maiale
- 350 g di fagioli cannellini pronti all'uso vedi i consigli in fondo alla ricetta
- 20 g di olio d'oliva
- qualche foglia di salvia o alloro, facoltativo
- sale q.b.
- 150 g di passata di pomodoro
- 50 g di acqua
Istruzioni
- Incidi la salsiccia con un coltello affilato ed elimina la pelle. Poi taglia a pezzi di circa 4 o 5 cm di lunghezza. Tieni da parte.
- Taglia la pancetta in pezzetti larghi 3-4 cm e tieni da parte.
- In una padella larga, e con bordi di almeno 4 cm, versa l'olio d'oliva, salvia o alloro, fagioli e un pizzico generoso di sale. Cuoci su fiamma alta e fornello piccolo per 1 minuto per scaldare il fondo del tegame, poi aggiungi pancetta e salsiccia.
- Rosola la carne per un minuto, abbassa la fiamma del fornello piccolo al minimo e cuoci per altri 3 minuti.
- Aggiungi salsa e acqua, mescola, copri il tegame con coperchio e cuoci per 20 minuti, poi elimina la copertura e cuoci per altri 20 minuti o fino a quando la salsa è densa secondo il tuo gusto. Assaggia e aggiusta di sale se necessario.
- Servi lo stufato caldo o tiepido con pane.
Consigli
- Fagioli: puoi usare sia dei cannellini sia dei borlotti. Se usi dei legumi in vetro o scatola, sciacqua sotto acqua corrente. Se invece usi dei fagioli secchi, lasciali in ammollo per almeno 8 ore e cuocili in acqua bollente non salata con qualche foglia di alloro per 30 minuti prima di usarli per lo stufato.
- Puoi preparare lo stufato in anticipo di uno o due giorni e conservare in frigorifero.
- Conserva gli avanzi in frigorifero per 2 o 3 giorni.
Gennaio: al lavoro in cucina e non solo.
- A novembre dell’anno scorso la maestra Giovanna, insegnante presso una scuola materna comunale di Bologna, mi ha invitata a partecipare al programma di educazione alimentare che sta svolgendo con le classi di 3, 4 e 5 anni. In gennaio c’è stato il primo incontro di cucina con i quattrenni. Sapevo che non sarebbe solo stato un lavoro diverso ma una sfida rigenerativa. Così è stato. D’accordo con la maestra, abbiamo preparato una ricetta della tradizione bolognese: la spuma di mortadella. I bambini hanno azionato a turno il pulsante del mixer. Poi abbiamo pesato insieme gli ingredienti. Loro hanno mescolato e sistemato la spuma in una ciotolina da portare a casa. 19 coppie di genitori entusiasti, 17 bambini ingolositi, 2 non hanno apprezzato la consistenza. Un pubblico difficile da conquistare, direi che è andata bene.
- A inizio anno ero già al pc per collazionare le diverse parti del libro che, nel 2025, ho inviato a puntate agli iscritti a pagamento della newsletter, in italiano e inglese (come il blog, anche Fritto Misto è in doppia lingua). Poi ho spinto il tasto invio per mandare Una cucina sui tetti di Bologna (45 ricette per ogni occasione). Il libro è disponibile nell’archivio per chi vorrà passare da un piano gratuito a uno a pagamento in qualunque momento del 2026. Ora sto inseguendo un altro sogno. Ho parlato del nuovo libro che sto scrivendo, per ora soprannominato il libro che verrà, in una newsletter che profuma di cioccolato e una ricetta dal libro.
- Ora sto lavorando a un libro di ricette di casa che sanno prendersi cura di noi come e meglio di una medicina. Ne ho scritto in questa newsletter dove trovi anche una ricetta dolce tratta dal libro.





