Dalla mia estate. Una torta di pesche buona per caso

Fine agosto.

Si avvicina il capolinea dell’estate. E prima che la stagione finisca, vorrei salutarla trattenendo i ricordi belli per conservarli in un barattolo con la ricetta di una torta di pesche “buona per caso”. Ma buona per davvero, eh?

Pesche al mercato

Che poi per una come me che ama conservare i sapori delle stagioni preparando vasi di confetture e marmellate, sciroppi e liquori e che ha appena deciso di fare, per la prima volta da sola, qualche bottiglia di passata di pomodoro, non è affatto strana l’idea di un barattolo della felicità da sistemare nella dispensa tra i vasi di marmellata di limone e quelli della confettura di mela al gusto strudel.

Confettura di mela al gusto strudel

Lista di momenti felici da mettere in vaso.

Dell’estate dell’anno che non potrò -nessuno di noi- dimenticare, mentre cerco di capire quello che è successo e come cambierà le nostre vite, nel frattempo il cambiamento è già iniziato, conserverò poche cose.

Più che altro ricordi di momenti felici, qualche lettura (su tutti, W. Allen, A proposito di niente, ed. La nave di Teseo), e una ricetta buona per caso.

Ho deciso che invece di trattenere e soffermarmi sulle cose andate male o non accadute causa Covid19 e i piccoli problemi che si susseguono senza sosta in un anno dove ogni giorno, estate compresa, sembra una prova di resistenza, preferisco scegliere la leggerezza di un bagaglio a mano da riempire di momenti felici e una fetta di torta buona per caso.

La lista.

La pace di un silenzio sano, in aperta campagna.

Panni stesi ad asciugare al vento. A volte profumano le strade strette dei borghi dove cammino con i sensi all’erta.

Panorami che sembrano cartoline.

Certi sorrisi.

La bellezza di un forno piccolo piccolo e il profumo del pane.

Il momento preciso del giorno quando termina il frinire delle cicale. Un momento prima ON, quello dopo OFF.

Il canto dei grilli che riempie la sera. Appena fuori la porta di casa.

Una lucciola femmina, mai vista prima.

Cieli pieni di stelle che pare di sentirle mentre bisbigliano buonanotte.

La ricetta di una torta di pesche “buona per caso”.

Torta di pesche e amaretti

Buona per caso ma buona per davvero.

Come fa una torta a conquistare lo strano titolo di buona per caso?
La torta di pesche è un dolce che ho fatto a inizio agosto. Quando avrei dovuto essere in vacanza. Ed ero anche partita, ma poi sono rientrata dopo 24 ore. Il tempo di dormire su una decisione che in cuor nostro, di mio marito e io, abbiamo preso -credo- simultaneamente e di pancia, appena arrivati a destinazione.
Abbiamo capito subito che tra la nostra famiglia e quel posto non c’era affinità.

È stato un anno difficile. Avevamo voglia e bisogno di una vacanza.
Pur avendo un gran desiderio di spazi aperti dopo i mesi trascorsi chiusi in appartamento, è stato subito chiaro che non era quella la natura di cui avevamo bisogno.
Non avevo voglia, forse neppure la forza, di fare una vacanza stringendo i denti.

Abbiamo cenato godendo il buon cibo ma senza apprezzare l’imposizione del menù degustazione quando era scritto che avremmo potuto ordinare alla carta (non siamo andati oltre il primo piatto ma il menù è stato addebitato per intero). Poi abbiamo trascorso una notte difficile, sia per la decisione che stavamo meditando sia per il disagio di dormire accampati, a cui è seguito forse il momento più bello di quelle 24 ore di vacanza, la colazione.

Ma è stato senza rimpianti che ho chiuso una valigia mai disfatta (non c’era armadio dove riporre i vestiti) e caricato la famiglia sulla macchina per tornare a casa.
Per fortuna il viaggio di rientro è stato breve.

Come vedi non ho scritto il nome dell’agriturismo. Anche io ho una piccola struttura ricettiva e so bene che questo è/sarà un annus horribilis. E visto che abbiamo riscontrato amore e lavoro, pur ritenendo che le regole base dell’accoglienza andrebbero un po’ riviste, abbiamo scelto di non lasciare recensioni negative. Non sono truffatori, solo pasticcioni.

Torta di pesche e amaretti.

Non dirò che bella la città in agosto. Anche se lo è.
Ma davvero non tutto il male vien per nuocere. Pur avendo altri progetti, casa si è rivelata -come sempre- un luogo del cuore, confortevole e rassicurante.

Nel mese di agosto non ho cucinato molto, mi ero ripromessa di staccare un po’ dagli amati fornelli. Poi appena a casa, forse per placare il disappunto misto dispiacere, ho lasciato libere le mani di rompere biscotti, affondare nella farina, accarezzare la grana dello zucchero scegliendo ingredienti a caso. Pensavo di fare una cheesecake e poi, in corso d’opera, ho cambiato progetto.

Le pesche non erano contemplate ma in frigorifero c’era il vaso di quelle sciroppate fatte da mia mamma, aperto e abbandonato. Ho pensato che no, tutto quel lavoro, tutto quell’amore, non si poteva sprecare.

Se la ricetta è nata per caso è grazie al blog e alla disciplina che mi impone se all’ultimo secondo utile ho pesato gli ingredienti per prenderne nota assecondando l’istinto che diceva che poi mi sarei pentita di non averla trascritta.

Non succede spesso che spenda complimenti per una mia ricetta ma questa torta, per me, è una delle più buone che abbia mai fatto. Merita un posto nel barattolo dei bei ricordi di questa estate e di finire tra le pagine del blog.

Credo che la sua particolarità stia nella consistenza: morbida, umida, profumata. Con una leggera crosticina in superficie. Il sapore degli amaretti si sente senza essere prevalente. Forse grazie al cioccolato o forse perché gli impasti diversi che compongono la torta in cottura si amalgamano in modo incredibile.

Scegli con cura il setaccio da applicare alla vita.

Buona cucina, Monica

Cucina di famiglia

Racconto la mia tradizione famigliare di preparazione di conserve, sciroppi e passata di pomodoro nel post Sciroppi di frutta e la stagione dei falò.

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Torta di pesche

Consiglio

Puoi usare pesche sciroppate o frutta fresca, vedi tu.

Ricetta della Torta di pesche e amaretti


per 4-6 persone, teglia rettangolare 22cmx18cm
Ingredienti


Base:
150g biscotti secchi, tipo Osvego
50g biscotti amaretti
100g burro
1 cucchiaio di zucchero di canna
gocce cioccolato, q.b.

Pastella:
1 uovo
50g biscotti amaretti
50 g farina 00
40 g zucchero di canna
un cucchiaino di lievito o un pizzico di bicarbonato

3 pesche tagliate a metà
semi di chia, q.b.


Procedimento


Copri la teglia con carta forno bagnata e strizzata.

Metti i biscotti tritati non troppo finemente con lo zucchero sopra la teglia rivestita.

Sciogli il burro in un pentolino e versa sopra i biscotti impastando e pareggiando con le dita per formare la base coprendo il fondo della teglia (il burro è molto caldo, considera l’esercizio catartico).

Spargi sulla base delle gocce di cioccolato a tuo piacere ma senza esagerare. O forse si?

Sbuccia, taglia a metà i frutti e elimina il nocciolo delle pesche, poi disponi le mezze pesche sulla torta, come vedi nella foto in fondo al post, in modo che al taglio ogni pezzo abbia la sua pesca. Ma se preferisci puoi tagliare a fette e coprire tutto il fondo.

Metti in frigorifero e fai riposare almeno 30 minuti.

Procedi con l’impasto da versare sulla torta. Trita amaretti e zucchero, mescola con farina e lievito, aggiungi l’uovo e monta con la frusta elettrica.

Versa la pastella sulla torta, deve coprire le pesche ma non del tutto, spolvera con semi di chia e cuoci in forno non ventilato a 180 gradi per circa 35-40 minuti.
La superficie deve essere croccante ma non bruciata.

Lascia raffreddare prima di tagliare.

Torta di pesche e amaretti

4 COMMENTS

  1. Questa non posso proprio non provarla! E devo fare presto, la stagione delle pesche e’ agli sgoccioli! Un bellissimo post. Machetelodicoafare! È così

    • Eleonora, ti ringrazio tanto tanto (ma proprio tanto) per le tue parole e per avere lasciato questo commento. Sapessi quanto è importante per me. Buona cucina, Monica

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