Da qualche anno, le patate a pasta arancione sono entrate nelle nostre cucine e, spesso, il pubblico che mi segue su Instagram chiede una ricetta per valorizzare in chiave salata questo tubero leggermente dolce. Di solito, affetto queste patate sottilmente e le cuocio nel forno spolverate con abbondante parmigiano.
Per il blog, ho scelto una ricetta altrettanto facile ma impreziosita dalla besciamella che dà al piatto il tocco giusto per aspirare anche alla tavola delle feste, a quella del pranzo della domenica o per quando hai ospiti.
Questo gratin di patate dolci può fare da contorno o da pietanza principale, ovviamente da accompagnare a qualche altra verdura che farà da contorno.
Scegli tu in base al tempo che hai a disposizione per cucinare e all’occasione.
Con un paio di patate, poca besciamella e un trito di pangrattato, parmigiano, timo e sale, farai un figurone comunque deciderai di servire il piatto.
Puoi preparare in anticipo la teglia, ad esempio il giorno prima: conserva in frigorifero e cuoci in forno solo prima di servire.
La mia tavola sta diventando un trionfo di contorni.
Non solo quella di tutti i giorni, dove quasi sempre la mia cena è ormai la somma di due contorni; anche i pranzi con amici e familiari celebrano la ricchezza colorata della tavola imbandita di ortaggi. Tanti piatti pensati per creare una armoniosa sinfonia di sapori creando un piatto unico inedito, ricco e sempre apprezzato.
Keep in Touch
- Per ricevere storie di storia gastronomica, memorie culinarie e ricette inedite iscriviti alla mia newsletter.
- Se ti va puoi seguirmi anche su Instagram.
Gratin di patate dolci al forno con besciamella e Parmigiano
Equipment
- teglia di 23 cm per 17 cm
Ingredienti
- 1 kg di patate arancioni che siano più o meno della stessa grandezza o 2 patate arancioni grandi
- 200 ml di besciamella
- 100 g di pangrattato senza aromi
- 50 g di Parmigiano reggiano grattugiato, oppure Pecorino oppure Grana Padano
- 2 g di origano essiccato o altra erba aromatica a tuo piacere
- 2 g di sale
- 15 g di Parmigiano grattugiato
Istruzioni
- Elimina le estremità delle patate e la buccia. Taglia a fette sottili di 4 mm circa.
- Riempi di acqua calda una pentola capace di contenere bene le patate, sala come per la pasta, porta a bollore, immergi le patate. Da quando l'acqua riprende bollore, cuoci le patate per 3 minuti. Devono essere cotte ma ancora croccanti.
- Con un mestolo forato, raccogli le patate in una teglia.
- Mentre le patate si raffreddano un po', stendi la besciamella sul fondo della teglia.
- Preriscalda il forno a 190 gradi, funzione statica.
- Mescola pangrattato, formaggio, origano e sale e versa il composto in una teglia larga.
- Passa le patate nel composto, scrolla l'eccesso di pangrattato dalle fette e sistemale in verticale su due file fino a riempire la teglia. Se avanza del pangrattato, versa sulle patate. Spolvera con altro Parmigiano e un filo d'olio.
- Cuoci in forno per 15 e accendi la funzione grill verso la fine del tempo di cottura che ho indicato o fino a quando saranno dorate come piace a te.
Consigli
- Se per comodità vuoi sbucciare e tagliare a fette le patate prima di cucinarle, ad esempio la sera prima, lasciale immerse in una ciotola di acqua fredda, fuori frigorifero fino al momento di usarle.
- Puoi preparare in anticipo la teglia, ad esempio il giorno prima: conserva in frigorifero e cuoci in forno solo prima di servire.
- Servi il piatto come un contorno per 6 o una pietanza per 4 persone (in questo caso prepara anche un contorno).
Contorno o pietanza?
C’erano una volta i contorni. Intendo quando i contorni erano gregari della portata principale, di solito un arrosto. Mentre oggi sono protagonisti di un cambiamento che negli ultimi decenni ha rivoluzionato la tavola e persino le nostre abitudini alimentari.
Il contorno, lo dice lo stesso significato della parola, nasce come portata di verdura o ortaggi, crudi o cotti, destinata a fare da accompagnamento al secondo piatto. Eppure, come spesso succede alle ricette, hanno dimostrato una grande capacità evolutiva diventando, poco alla volta, piatto unico e portata a seconda delle occasioni.
Da nota di colore, che interpretava il ruolo della spalla, a protagonisti. Dalla periferia della tavola hanno conquistato il centro.
Sulla tavola borghese del Novecento, a rendere speciale il pranzo della domenica o la celebrazione di un evento concorrevano, in pari misura, primo piatto, arrosto, sempre circondato da più contorni, e dessert.
Storicamente e culturalmente, il linguaggio del contorno doveva trasmettere benessere, accoglienza e reverenza.
Lo scrittore e cuoco americano Michael Roberts, in un articolo per il Los Angeles Times, ha scritto scritto che i contorni sono indicatori che definiscono la tavola delle feste “it’s the multitude of side dishes, not the core of the meal, that defines our traditional feasts”.
Insomma, il numero di contorni che incorniciava la portata principale era un implicito riconoscimento d’affetto verso i commensali e dell’importanza di quel momento conviviale.
Tuttavia, alcune cose sono cambiate. Nella cucina di tutti i giorni, i contorni hanno conquistato un ruolo inedito rispetto a un passato anche recente. E lo stesso accade in occasione di pranzi più importanti quando il menù è spesso composto da un primo piatto e da una sequenza di contorni che non sono più funzionali a una pietanza ma sono essi stessi la portata principale. A volte, addirittura, il menù è un piatto unico formato da diversi contorni dove le verdure, cotte e crude, rigorosamente servite insieme, lasciano libero chi mangia di decidere come mescolare i sapori.
Sostengo con favore questa rivoluzione gentile, che porta al centro della nostra tavola gli ortaggi e, di conseguenza, il tema delle stagioni. Un cambiamento che, oltretutto, semplifica le cose quando ho ospiti a pranzo.
Dopo un antipasto o un primo piatto, servo una pietanza composta da tanti contorni. Ognuno sceglie ciò che vuole componendo il piatto a proprio gusto. E io ne approfitto per godermi il momento senza essere presa dalla necessità di riscaldare questo e quello mentre gli altri sono a tavola in attesa.
Due contorni da cucinare senza impazzire ai fornelli:
- Carote al forno glassate con miele e timo
- Insalata di radicchio, susine, Roquefort e, se ti va, dadini di prosciutto crudo
Ti lascio il link a questo articolo di Martina Liverani per la Repubblica dove scrive di come anche nell’alta ristorazione, i contorni sono diventati protagonisti di primi e secondi








