Succo d’albicocca fatto in casa e vecchie cantine

Da piccola avevo una gran passione per le cantine, ai miei occhi sembravano posti magici.

E forse per questo, posso dire che nella vita ho amato 4 cantine.
E le ho amate tutte come si ama la stanza preferita, quella dove siamo a nostro agio e che sembra accoglierci come un abbraccio.

So bene che cinema e letteratura hanno spesso associato il sentimento della paura a cantine e scantinati e che buio e penombra hanno sempre terrorizzato i bambini. Forse ero una bambina un po’ diversa. Stavo bene anche da sola sin da piccola. Non che non mi piacesse giocare con altri ma amavo inventare storie che trasformavo in giochi.
Ho trascorso molto tempo in compagnia dei libri, ancor prima di imparare a leggere già mi incuriosivano.

Bottigliette di succo di albicocca e vecchie cantine

4 cantine per 4 storie
Quella di casa

La prima cantina dove sono entrata, e fu amore all’istante, è stata quella della casa dove ci trasferimmo a metà anni Settanta, prima che nascesse mia sorella.

Una prima periferia che in una piccola città era, allora, quasi campagna.

La nuova casa aveva un bel giardino (dove nonna prontamente impiantò un piccolo orto. E poi nemmeno tanto piccolo), la taverna con un grande camino, il locale lavanderia che profumava di pulito, un sottoscala odoroso di legna riposta ordinatamente. E la cantina.

Era sempre fresca. D’estate dava refrigerio sostarvi. In famiglia ridiamo ancora della volta che trovammo nonna seduta al fresco in cantina su una grande sedia comoda.

E poi c’era sempre un buon profumo. A volte individuavo un odore preciso, più spesso era la somma dei sospiri leggeri e profumati che provenivano dai vasi, dalla frutta e dalle patate riposte nelle cassette di legno e coperte da iuta, dai salumi appesi a stagionare. E su tutto l’odore un po’ aspro del vino. A quell’epoca i miei genitori compravano ancora le damigiane dal contadino per travasare il vino da tutti i giorni e quello con etichetta per le altre occasioni.

Dalle scaffalature facevano bella mostra vasi e bottiglie. I ripiani più alti erano come l’isola del tesoro. Intravedevo scatole e valige che avrei voluto aprire per esplorarne il contenuto. E c’era una scala lunga lunga di legno ma non m’azzardavo a salire fino lassù.

Che bello era mettere le mani nel grande sacco di noci e sentire il rumore dei gusci. Quel suono secco e leggero mi piace ancora oggi. Ricordo ancora il grande frigorifero a pozzetto per carne e pasta fresca (che oggi non ho e vorrei tanto). E la raccomandazione: apri e prendi quello che ti serve in fretta. In realtà al suo interno c’era una temperatura tipo Polo Nord, avrebbe potuto restare aperto tutto la notte senza che nulla si scongelasse.

Gli scaffali più amati erano quelli più bassi. La sequenza di vasi e bottiglie di diverse forme e dimensioni, mi incantavano. Giallo tenue, pesche sciroppate. Rosso fuoco, passata di pomodoro. Arancio fosforescente, succo d’albicocca. Amaranto, confettura di prugne. E poi c’erano i colori da cercare. Come nei vasi della giardiniera dove tra un carciofino e un funghetto comparivano il rosso e il giallo del peperone.

Bottigliette di succo di albicocca e vecchie cantine

La cantina di nonna Lea

Lungo la strada dove abitavo, c’era la casa della mia amica Claudia. L’amica delle elementari, inseparabili compagne di banco, gioco e discussioni memorabili. Insieme eravamo pestifere e davamo filo da torcere alla maestra e all’intera classe.

E’ ancora con struggente amore che ricordo casa sua e le care persone che la abitavano. Era per me una seconda casa e nonna Lea una quasi nonna.

Anche lì c’era una cantina, piccola e ordinatissima. Soprattutto ricordo in gran numero le bottigliette di succo di frutta. Confetture e succhi erano la nostra merenda che, da lei come da me, era semplice e casalinga. I succhi di albicocca, come la sua confettura, sono i più buoni in assoluto che io ricordi. Di un colore intenso e dal sapore leggermente aspro. Stappavo e bevevo con gran gusto.

La cantina di Giulio

Dovevo chiamarlo signor Giulio ma se capitava qualcosa alla mia amata bicicletta verde, correvo da lui urlando: Giulio Giulio! Lui prontamente issava la bici su dei ganci, cosa che mi lasciava sempre a bocca aperta, e si metteva al lavoro.

La sua cantina era diversa ma altrettanto interessante. Potevo restare solo sulla porta, Giulio non aveva piacere che entrassi perché era piena di attrezzi: martelli, seghe, viti, chiodi. Il banco di lavoro di legno era illuminato da una luce gialla che mi piaceva molto. Alle pareti gli attrezzi erano appesi in perfetto ordine e sebbene fosse una cantina-officina era sempre pulita. Giulio non era un uomo di molte parole ma non c’è stata una sola volta che mi abbia mandata via senza aggiustare la mia bicicletta. Caro signor Giulio, quanto bene ti ho voluto.

La cantina dei sogni

L’ultima cantina che in ordine di tempo ho amato è quella della vecchia casa di campagna di mio marito. Si accede da una porticina che si trova in sala da pranzo. Ha soffitti altissimi e dentro c’è l’odore tipico delle cantine che hanno vissuto a lungo. Vecchi scaffali, grandi damigiane e una vecchia dispensa a muro per conserve e confetture. Ha una grande porta che affaccia sul giardino. Non devo nemmeno chiudere gli occhi per vedere il mio laboratorio cucina dove vorrei trasformare ricordi in vasi di marmellata.

Bottigliette di succo di albicocca e vecchie cantine

Succo d’albicocca fatto in casa, consigli

Se sei arrivato fin qui, meriti ben più di un bicchiere di succo. Meriti l’intera bottiglia!
Per me, nata e cresciuta in Romagna, terra di alberi da frutto, orti e tanta verdura, le stagioni sono ancora scandite da vecchie abitudini che mi portano a ripetere consuetudini antiche eppure familiari. Mi dispiace solo d’avere smesso di fare la conserva di pomodoro, se non quella estemporanea.

Venendo al succo d’albicocca, sappi che questo assomiglia a quello di nonna Lea, denso e aspro.

E ora i consigli

Usa albicocche mature.

Il mio succo non è filtrato, tu assaggialo, fai sempre in tempo a passarlo al colino.

Con la stessa ricetta puoi fare anche il succo di pere e di pesche.

Se lo vuoi meno intenso, una volta che è raffreddato, diluisci con acqua a tuo gradimento.

Per 1 kg di albicocche pulite (senza nocciolo), compra 1 kg abbondante di frutta.

Il succo si conserva per circa una settimana in frigorifero.

Se vuoi puoi fare il sottovuoto, io preferisco farlo espresso quando ne ho voglia e consumarlo.

Puoi farlo la sera prima e utilizzarlo il girono dopo.

Perfetto a colazione e merenda. Ma anche per brunch estivi e cestini da picnic.

Per una bevanda succo e latte: riempi il bicchiere di succo fino a 3/4, aggiungi poco latte (anche freddo) e bevi senza mescolare.

Buona cucina di stagione, Monica


Consigli di cucina

Sul blog ho pubblicato diverse ricette dedicate alle confetture di stagione e dolci a base di frutta.

Se ami le albicocche, forse può interessarti la mia ricetta per fare la tarte tatin d’albicocche con semi di chia e al profumo di rosmarino. Un dessert alla frutta rovesciato, semplice, goloso e persino elegante.


Bottigliette di succo di albicocca e vecchie cantine

Ricetta

Per circa 1 litro abbondante di succo


1 kg albicocche pulite
succo di 1 limone
zucchero di canna, 250 g
acqua naturale, 600 ml


Procedimento


Metti tutto in un tegame, porta a bollore su un fornello medio, poi abbassa la fiamma e cuoci la frutta 20 minuti circa.

Spegni, riduci la frutta a purea usando il frullino a immersione.

Lascia raffreddare completamente prima di mettere in bottiglia (una o tante, vedi tu).

Conserva in frigorifero.

Bottigliette di succo di albicocca e vecchie cantine

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