Radici in vaso e confettura di mele al gusto strudel

Inizio d’anno e nuovi percorsi.

La prima ricetta del 2019 è una confettura di mele. Al sapore dello strudel. Un sapore che sarebbe piaciuto a Sara, la mia nonna materna. Forse la persona più importante della mia vita. E in questo gennaio che sa d’inizio anno e di nuovi percorsi, è il cuore che mi conduce verso un cesto di mele.

ricetta della confettura di mele al gusto strudel

Ho una vera passione per marmellate e confetture.

E non potrebbe essere diversamente. Con il passare del tempo mi sono resa conto di quanto la figura della mia nonna materna sia stata importante nella mia formazione. L’amore per vasi di confettura e bottigliette di succo di frutta, l’ho preso da lei.

Sara è la nonna con cui sono cresciuta. Noi due avevamo un legame così forte da capirci l’un l’altra senza bisogno di parole. Il nostro rapporto era fatto di una trama tanto fitta che, anche quando non eravamo vicine, sentivo se il suo cuore malato faceva le bizze. Ho saputo che non c’era più prima che il medico di guardia nel reparto di terapia intensiva uscisse per avvertirci.

La sua scomparsa ha segnato un prima e un dopo per me e la mia famiglia. Ma non voglio rattristarti. Il lascito di mia nonna è stato prezioso. E sebbene le sue ricette e il suo esempio siano, ancora oggi, una memoria preziosa, lei m’ha insegnato, soprattutto, a essere curiosa. E la curiosità, almeno per me, è il sale della vita.

Lontana da casa per la prima volta.

Dopo la sua morte, e a causa di quel dolore, ognuno di noi fu costretto a trovare un modo per colmare il vuoto e andare avanti.
Fu allora che mi trasferii a Bologna dove, ancora oggi, vivo e lavoro.

In questo inizio di anno, in vacanza nella pace del Tirolo italiano, luogo con una forte identità e dove l’attaccamento alle tradizioni assume a volte i rigidi tratti della chiusura, meditavo su argomenti quali, appunto, radici e identità.
E mi sono resa conto che è arrivato il momento di riappropriarmi della mia storia.

Le radici nel vaso: confettura di mele al sapore di strudel

Cammina, cammina.

Mi sento come uno che, dopo avere camminato tanto, finalmente ha trovato pace.
Lassù tra quelle montagne mi sono sentita felice come il viandante che all’improvviso scorge la porta di casa. A farmi sentire così è stata un’idea banale che ha finito per travolgermi con la forza delle cose semplici.

Voglio riprendere il filo interrotto della mia storia. Attraverso le ricette che pubblico, vorrei ricordare e condividere momenti di vita. Della casa dove sono nata, di quella che ho costruito con gli amici negli anni dell’università e poi con mio marito.

Ho voglia di aprire le porte del blog come se fossero quelle di casa. Per cucinare, conoscere nuove persone e assaporare luoghi. Ho voglia di raccontare di me, di una bambina che sgambettava nell’orto, sospesa tra campagna e città. Di una bambina che è cresciuta a fianco di una donna eccezionale.

Anche se mia nonna non mi ha insegnato a cucinare. Forse ne sarai sorpreso.
Nella sua cucina nessuno toccava nulla all’infuori di lei. Ho imparato osservando, annusando, assaggiando. Ancora oggi riconosco dal profumo se un certo piatto è pronto.
Non credevo di sapere cucinare fino a quando la necessità mi ha imposto di farlo e, con mia grande sorpresa, ho scoperto quanto avessi appreso per assimilazione.

La ricetta della confettura di mele al gusto strudel

La nostra cantina ha sempre avuto un buon profumo. Era lì che riposavano le cassette di frutta e i vasi. C’erano quelli con le pesche sciroppate, quelli di passata, le salse, i succhi di frutta, i sottaceti e i sottolio. E poi confetture e marmellate. A seconda della stagione, si preparavano vasi diversi.

Di una cantina che mi sembrava magica, ne parlo in questo post Succo d’albicocca fatto in casa e vecchie cantine.

La mia passione ha dunque un’origine chiara, lineare, precisa.
E le mele. Oh si, come prima ricetta dell’anno e di recupero delle mie origini, non potevo scegliere un frutto più evocativo. Le mele e l’uva sono sempre stai i frutti prediletti della mia nonna contadina.

Lei che aveva subìto le privazioni della guerra e che si era vista portare via anche la frutta dagli alberi, nascondeva le mele. Ricordo ancora quando sentivo i genitori parlarne tra loro (quando lei non sentiva). Loro, cresciuti nel dopoguerra, nati da gente di campagna ma figli della città, per quanto piccola e di provincia, credo fossero un po’ imbarazzati da questa abitudine che denunciava un passato di ristrettezze.

Allora non capivo. Ascoltavo e tacevo, sapendo benissimo che mentre parlavano c’era qualche mela qui e un grappolo d’uva lì. Non so bene per quale motivo, ero l’unica che ha sempre dove fosse nascosta la sua preziosa frutta.

Sara, questa confettura ti sarebbe piaciuta.

Buona vita, Monica

Consiglio

Utilizzo due varietà diverse di mele. Una “da cottura”, che si disfa e diventa cremosa. E una più croccante, così rimangono anche dei pezzettini.

Connessioni

Un giorno, tra i commenti (scorri il post fino in fondo), compare quello di Tamara Giorgetti, autrice del blog Un pezzo della mia Maremma. Non ci conosciamo e per questo la sua empatia mi ha colpita ancora di più. Leggendo quello che ha scritto mi sono sentita avvolta da un abbraccio gentile e affettuoso. E sono grata che abbia voluto provare e personalizzare la mia ricetta per renderla sua e che mi abbia citata nel suo blog: Confettura di mele al gusto strudel.

Se ami le ricette in vaso dedicate alle mele, dai uno sguardo anche alla Ricetta della salsa di mele per carni e arrosti.

salsa di mele per arrosti

Ricetta della confettura di mele al gusto strudel


per 5-6 vasetti piccoli


mele Golden Delicious, 1 kg
mele renette, 500 g
200 g zucchero di canna
succo di 1/2 limone
poca scorza grattugiata di limone naturale
3-4 g di cannella in polvere (potete variare la quantità a seconda del gusto)
estratto naturale di vaniglia, 1 cucchiaino
pinoli, 10 g
uvetta sultanina, 20 g

Le radici nel vaso: confettura di mele al sapore di strudel


Procedimento


Sbuccia le mele, elimina il torsolo e taglia a pezzi. Tieni separate le due varietà di mela e taglia la renetta in pezzi più piccoli.

Da questo momento puoi seguire due procedimenti.
Uno breve: metti tutti gli ingredienti -eccetto renetta, pinoli e uvetta- in un tegame, porta a bollore, poi abbassa la fiamma e cuoci per 20 minuti circa prima di aggiungere le renette.

Cuoci ancora per 10-12 minuti, poi unisci i pinoli e l’uvetta in precedenza ammollata in acqua o in un mix di acqua e rum.

Mescola bene, continua la cottura per qualche minuto e spegni. Lascia raffreddare, metti nei vasi senza arrivare fino in fondo (la confettura non deve toccare il tappo per fare il sottovuoto), chiudi con tappi puliti e fai bollire per circa 15 minuti. Lascia raffreddare in acqua.

Il secondo procedimento è più lungo ma garantisce un risultato eccezionale in termini di sapore. Lascia riposare separatamente e per alcune ore, o per una notte, Golden e renette già tagliate con zucchero, limone, cannella (suddividi equamente gli ingredienti tra l’una e l’altra). Poi cuoci, aggiungendo -come nel primo procedimento- le renette dopo circa 20 minuti. Terminata la cottura, chiudi i barattoli e fai il sottovuoto.

Questa confettura di mele mi piace spalmata sul pane, come ripieno per una crostata e con alcuni formaggi.

T&CO 2019, il mio nuovo progetto

Le riflessioni di inizio anno, sono una conseguenza di cose accadute a fine 2018 e che hanno avuto un certo impatto sul blog.
Per 3 anni T&CO è stato il diario gastronomico di 3 donne che vivono lontane. Quando le altre due hanno deciso di lasciare per dedicarsi ad altri progetti, ho sentito di dovermi fermare e pensare a cosa fare. Ti confesso che ho pensato anche di chiudere il blog.

Poi ho deciso di vederla come una opportunità.

Come cambierà il blog?

Diventerà un blog a una sola voce. La mia. Quella di una donne che ha attraversato tante esperienze. Di vita vissuta e professionali.

Vorrei trovare il modo di raccontare e cucinare storie e ricette della via Emilia in un viaggio di ricordi e alla scoperta di cose nuove.

Le mie ricette sono soprattutto quelle della tradizione bolognese e romagnola. Le prime ricche e opulente, della cucina povera e contadina le seconde. Sono ricette di casa e di stagione. Salate e dolci.

Le persone che voglio raccontare sono quelle che con il loro lavoro e passione rendono il mondo un posto migliore. Gente che ci mette la faccia e le mani. Lo faccio nelle storie del food, le hai mai lette? Se ti va, le puoi trovare QUI.

Gli album di viaggio che offro sono del tipo “amarcord”.
Negli anni Duemila, Guido e io scegliemmo l’incanto della costiera fuori stagione per il nostro viaggio di nozze. Siamo gente così.

A noi piace viaggiare in macchina con Miss Emma, cambiare itinerario se ci va, fermare l’auto per una foto o per fare merenda. Diciamo che faccio sempre merenda e anche qualche foto.

E si, voglio viaggiare lungo la via Emilia per raccontare e scoprire insieme la mia bella regione, l’Emilia-Romagna. Tu la conosci? A me piace perché va dall’Appennino al mare, strizza l’occhio alla Toscana e si perde nella nebbia della Valle Padana.

Se hai voglia di seguirmi, ti aspetto tra le pagine virtuali del blog.
E se ti va, seguimi anche su Instagram.

Le radici nel vaso: confettura di mele al sapore di strudel

8 COMMENTS

  1. Per fortuna hai deciso di continuare! Io non sono una gran cuoca, nessuno mi ha mai insegnato, ma sono curiosa, cerco le ricette, ma le personalizzo sempre. Ora sto facendo per la prima volta la tua confettura di mele al l’aroma di strudel. Dal profumo mi sembra che stia venendo bene! Un abbraccio, cara Monica, ed aspetto altre ricette! 😘

    • Che regalo mi hai fatto Simonetta! Doppio regalo. Cucinare una mia ricetta e lasciare questo commento. È così importante per chi scrive sapere che c’è chi legge e ti apprezza. Per me la cucina è una passione che ho scoperto all’improvviso. Fino all’età di 22 anni non pensavo nemmeno di sapere cucinare perché a casa faceva tutto mia nonna. Poi andando a vivere da sola, la necessità mi ha avvicinata ai fornelli e così ho scoperto che sapevo fare cose che mai avrei creduto. L’esperienza affina, provare, sbagliare, riderci sopra, salvare il salvabile, farsene una ragione. Che la cucina è come la vita, bisogna fare bene senza prendersi troppo sul serio! Io ho fatto e faccio tanti corsi per imparare, per dare un nome tecnico alle cose che vedevo fare da bambina… e lo stesso faccio tanti errori. Perché di imparare e sbagliare, non si finisce mai. Ti abbraccio e ti ringrazio anche per il post che mi hai dedicato su Facebook, il mio blog vive di passaparola! Buona cucina, Monica

  2. Ciao leggevo la tua bellissima ricetta ho già fatto altre ricette metodo ferber sono eccezionali la tua versione vorrei provarla oggi ma vedo che ci sono solo 200 gr di zucchero è sufficiente per la conservazione? Sarebbe perfetto per me

    • Ciao Monia! Confermo che è proprio lo zucchero che ho utilizzato per quella quantità di mele. Le confetture restano buone fino a un anno anche se, in effetti, credo di avere finito i vasi dopo 7-8 mesi. Buon lavoro, Monica

  3. Lo so Monica, il mio blog sta per festeggiare gli 11 anni quindi so bene il sacrificio, ovviamente voluto, non ce lo ha imposto nessuno, solo il grande amore per il cibo, per l’ingrediente e tramandare le ricette di casa nostra, delle nonne e mamme. Io ho la fotografia, altro grande amore, quindi oltre al blog ho i porfolio e qualche altra pagina da aggiornare quotidianamente; sono contenta di passare dalla ricerca di una ricetta nei miei vecchissimi giornali e libri, o nella mia testa alla cucina, al set e poi al pc. La confettura è molto buona, una parte è già andata dentro ad una brioche e l’altra è nei barattoli. Quest’anno ho fatto tante confetture e adesso attacco con le marmellate, sono appena arrivare le arance dalla Calabria, le adoro. Grazie è stato un piacere

    • Complimenti Tamara, 11 anni sono tanto lavoro e un gran bel traguardo. Faccio passare Natale e poi inizio anche io con le marmellate! Un abbraccio, xo

  4. Non ci conosciamo, sono arrivata a te per la confettura di mele allo strudel, la stavo cercando e mi sono fermata, è semplice e mi è piaciuta. Non chiudere il blog, è triste vedere blog che si capisce sono stati chiusi, le ricette sono belle ma ancora più belle sono le storie che molte di noi raccontano, storie del proprio passato.
    Copio la tua confettura di mele allo strudel e ti taggo quando la posto, abbiamo una nuova pagina di “Dolci con le mele e non solo”, vorrei metterla lì, dopo averla pubblicata nel blog. Grazie

    • Grazie a te Tamara. Sai quanto impegno, lavoro e passione ci siano dietro un blog: ricette da provare, fotografare, parole da mettere in fila per raccontare. Spero che la confettura ti piacerà. Monica, xo

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