Radici in vaso e confettura di mele allo strudel

La mia prima ricetta del 2019 è una confettura di mele. Al sapore dello strudel.
Ho una vera passione per marmellate e confetture. E non potrebbe essere diversamente.

Con il passare del tempo mi sono resa conto di quanto la figura della mia nonna materna sia stata importante nella mia formazione. Sono cresciuta con lei e avevamo un legame così forte da capirci l’un l’altra senza bisogno di parole. Il nostro rapporto era fatto di una trama così fitta che, anche quando non eravamo vicine, sentivo se il suo cuore malato faceva le bizze. Ho saputo che non c’era più prima che il medico uscisse dal reparto per avvertirci.

La sua scomparsa ha segnato un prima e un dopo per me e la mia famiglia. Ma non voglio rattristarti. Il lascito di mia nonna è stato così prezioso. Sebbene le sue ricette e il suo esempio siano una memoria preziosa, lei m’ha insegnato, soprattutto, a essere curiosa.

E la curiosità, almeno per me, è il sale della vita.

Lontana da casa

Sara, questo era il suo nome, era il punto di equilibrio della famiglia. A causa di quel dolore, ognuno di noi fu costretto a trovare il proprio modo per colmare il vuoto e andare avanti. Fu allora che mi trasferii a Bologna dove, ancora oggi, vivo e lavoro.

In questo inizio di anno, in vacanza nella pace del Tirolo italiano, luogo con una forte identità e dove l’attaccamento alle tradizioni assume a volte i rigidi tratti della chiusura, meditavo su argomenti quali, appunto, radici e identità.
E mi sono resa conto che è arrivato il momento di riappropriarmi della mia storia.

Le radici nel vaso: confettura di mele al sapore di strudel

Cammina, cammina

Mi sento come uno che, dopo avere camminato tanto, finalmente ha trovato pace.
Lassù su quelle montagne mi sono sentita felice come il viandante che all’improvviso scorge la porta di casa. A farmi sentire così è stata un’idea banale che ha finito per travolgermi con la forza delle cose semplici.

Voglio riprendere il filo interrotto della mia storia. Attraverso le ricette che pubblico, ho voglia di ricordare e condividere momenti di vita. Della casa dove sono nata, di quella che ho costruito con gli amici negli anni dell’università e poi con mio marito.

Ho voglia di aprire le porte del blog come se fossero quelle di casa. Per cucinare, conoscere nuove persone e assaporare luoghi. Ho voglia di raccontare di me, di una bambina che sgambettava nell’orto, sospesa tra campagna e città. Di una bambina che è cresciuta a fianco di una donna eccezionale.

Anche se mia nonna non mi ha insegnato a cucinare. Forse ne sarai sorpreso.
Nella sua cucina nessuno toccava nulla all’infuori di lei. Ho imparato osservando, annusando, assaggiando. Ancora oggi riconosco dal profumo se un certo piatto è pronto.
Non credevo di sapere cucinare fino a quando la necessità mi ha imposto di farlo e, con mia grande sorpresa, ho scoperto quanto avessi appreso per assimilazione.

La ricetta della confettura di mele allo strudel

La nostra cantina ha sempre avuto un buon profumo. Era lì che riposavano le cassette di frutta e i vasi. C’erano quelli con le pesche sciroppate, quelli di passata, le salse, i succhi di frutta, i sottaceti e i sottolio. E poi confetture e marmellate. A seconda della stagione, si preparavano vasi diversi.

La mia passione ha un’origine chiara, lineare, precisa.
E le mele. Oh si, come prima ricetta dell’anno e di recupero delle mie origini, non potevo scegliere un frutto più evocativo della mia storia di vita. Le mele e l’uva sono sempre stai i frutti prediletti della mia nonna contadina.

Lei che aveva subìto le privazioni della guerra, che si era vista portare via la frutta dagli alberi, nascondeva le mele. Ricordo ancora che sentivo i miei genitori parlare tra loro di questa cosa (quando lei non sentiva).

Loro, cresciuti nel dopoguerra, nati da gente di campagna ma figli della città, per quanto piccola e di provincia, credo fossero un po’ imbarazzati da questa abitudine che denunciava un passato di ristrettezze.

Allora non capivo. Ascoltavo e tacevo, sapendo benissimo che mentre parlavano c’era qualche mela qui e un grappolo d’uva lì. Non so bene per quale motivo, ma ero l’unica che sapeva sempre dove era nascosta la sua preziosa frutta.

Sara, questa confettura ti sarebbe piaciuta.

Buona vita, Monica

Consiglio
Utilizzo due varietà diverse di mele. Una “da cottura”, che si disfa e diventa cremosa. E una più croccante, così rimangono anche dei pezzettini.
Ricetta

per 5-6 vasetti piccoli


mele Golden Delicious, 1 kg
mele renette, 500 g
200 g zucchero di canna
succo di 1/2 limone
poca scorza grattugiata di limone naturale
3-4 g di cannella in polvere (potete variare la quantità a seconda del gusto)
estratto naturale di vaniglia, 1 cucchiaino
pinoli, 10 g
uvetta sultanina, 20 g

Le radici nel vaso: confettura di mele al sapore di strudel


Procedimento


Sbuccia le mele, elimina il torsolo e taglia a pezzi. Tieni separate le due varietà di mela e taglia la renetta in pezzi più piccoli.

Da questo momento puoi seguire due procedimenti.
Uno breve: metti tutti gli ingredienti -eccetto renetta, pinoli e uvetta- in un tegame, porta a bollore, poi abbassa la fiamma e cuoci per 20 minuti circa prima di aggiungere le renette.

Cuoci ancora per 10-12 minuti, poi unisci i pinoli e l’uvetta in precedenza ammollata in acqua o in un mix di acqua e rum.

Mescola bene, continua la cottura per qualche minuto e spegni. Lascia raffreddare, metti nei vasi senza arrivare fino in fondo (la confettura non deve toccare il tappo per fare il sottovuoto), chiudi con tappi puliti e fai bollire per circa 15 minuti. Lascia raffreddare in acqua.

Il secondo procedimento è più lungo ma garantisce un risultato eccezionale in termini di sapore. Lascia riposare per alcune ore o una notte Golden e renette già tagliate, e separate, con zucchero, limone, cannella (dividi gli ingredienti tra l’una e l’altra).
Poi cuoci e fai il sottovuoto come ho descritto in precedenza.

Questa confettura di mele mi piace spalmata sul pane, come ripieno per una crostata e, perchè no, con alcuni formaggi.

T&CO 2019, il mio (nuovo) progetto

Le riflessioni di inizio anno, sono una conseguenza di cose accadute a fine 2018 e che hanno avuto un impatto soprattutto sul blog. Per 3 anni T&CO è stato il diario gastronomico di 3 donne sparse per il mondo. Dopo che le ragazze hanno deciso di lasciare per dedicarsi ad altri progetti, ho sentito di dovermi fermare e pensare a cosa fare.
Ti confesso che ho pensato anche di chiudere il blog.

Poi ho deciso di vederla come una opportunità.

Come cambierà il blog?

Vorrei raccontare e cucinare storie e ricette della via Emilia in un viaggio di ricordi e alla scoperta di cose nuove.

Le mie ricette sono soprattutto quelle della tradizione bolognese e romagnola. Le prime ricche e opulente, della cucina povera e contadina le seconde. Sono ricette di casa e di stagione. Salate e dolci.

Le persone che voglio raccontare sono quelle che con il loro lavoro e passione, rendono il mondo un posto migliore. Gente che ci mette la faccia e le mani.


Lo faccio nelle storie del food, le hai mai lette? Se ti va, le puoi trovare QUI


Gli album di viaggio che offro sono del tipo “amarcord”.
Negli anni Duemila, Guido e io scegliemmo l’incanto della costiera fuori stagione per il nostro viaggio di nozze. Siamo gente così.

A noi piace viaggiare in macchina con Miss Emma 🐶 , cambiare itinerario se ci va, fermare l’auto per una foto o per fare merenda. Di solito è più facile che si tratti della seconda. Diciamo che faccio sempre merenda e anche qualche foto.

E si, voglio viaggiare lungo la via Emilia per raccontare e scoprire insieme la mia bella regione, l’Emilia-Romagna. Tu la conosci? A me piace perché va dall’Appennino al mare, strizza l’occhio alla Toscana e si perde nella nebbia della Valle Padana.

Se hai voglia di seguirmi, ti aspetto qui sul blog. Ogni settimana pubblico una nuova ricetta o un itinerario di viaggio o un post dove racconto di qualcosa che mi ha colpito. E se ti va, seguimi anche su Instagram.

Le radici nel vaso: confettura di mele al sapore di strudel

4 COMMENTS

  1. Lo so Monica, il mio blog sta per festeggiare gli 11 anni quindi so bene il sacrificio, ovviamente voluto, non ce lo ha imposto nessuno, solo il grande amore per il cibo, per l’ingrediente e tramandare le ricette di casa nostra, delle nonne e mamme. Io ho la fotografia, altro grande amore, quindi oltre al blog ho i porfolio e qualche altra pagina da aggiornare quotidianamente; sono contenta di passare dalla ricerca di una ricetta nei miei vecchissimi giornali e libri, o nella mia testa alla cucina, al set e poi al pc. La confettura è molto buona, una parte è già andata dentro ad una brioche e l’altra è nei barattoli. Quest’anno ho fatto tante confetture e adesso attacco con le marmellate, sono appena arrivare le arance dalla Calabria, le adoro. Grazie è stato un piacere

    • Complimenti Tamara, 11 anni sono tanto lavoro e un gran bel traguardo. Faccio passare Natale e poi inizio anche io con le marmellate! Un abbraccio, xo

  2. Non ci conosciamo, sono arrivata a te per la confettura di mele allo strudel, la stavo cercando e mi sono fermata, è semplice e mi è piaciuta. Non chiudere il blog, è triste vedere blog che si capisce sono stati chiusi, le ricette sono belle ma ancora più belle sono le storie che molte di noi raccontano, storie del proprio passato.
    Copio la tua confettura di mele allo strudel e ti taggo quando la posto, abbiamo una nuova pagina di “Dolci con le mele e non solo”, vorrei metterla lì, dopo averla pubblicata nel blog. Grazie

    • Grazie a te Tamara. Sai quanto impegno, lavoro e passione ci siano dietro un blog: ricette da provare, fotografare, parole da mettere in fila per raccontare. Spero che la confettura ti piacerà. Monica, xo

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