Zuppa Imperiale: la minestra di Bologna

A dispetto del nome, è una minestra.

Oltre che una ricetta tipica di Bologna.
Per fare la Zuppa Imperiale, a differenza di tanti altri primi piatti bolognesi, non è necessario diventare cintura nera di sfoglia tirata al matterello.

Si tratta infatti di una minestra, quindi da servire in brodo, che si prepara con una manciata di ingredienti: uova, burro, parmigiano reggiano, semolino. E un pizzico di noce moscata, la spezia più usata a Bologna per insaporire, ad esempio il brodo dei tortellini o il ripieno dei tortelloni verdi o, ancora, la besciamella delle lasagne alla bolognese.

La Zuppa Imperiale è una ricetta con “le carte in regola” se già Pellegrino Artusi la cita nel suo famoso ricettario dedicato al buon mangiare, La Scienza in Cucina e L’Arte del Mangiare Bene (edito nel 1891).

Zuppa Imperiale

Ricetta della Zuppa Imperiale

Zuppa Imperiale, la ricetta

È molto facile da preparare e anche molto veloce. Bastano una ciotola e una forchetta, o una frusta. Devi mescolare tutti gli ingredienti insieme e poi cuocere in forno.
Poi, prima di servirla, tuffa i cubetti, per pochi minuti, nel brodo bollente che l’accompagna in tavola. L’ideale è servirla in una vecchia zuppiera così rimane calda.

La zuppa imperiale è un piatto invernale.
Era una delle ricette che a casa si preparavano per il pranzo della domenica e la tavola delle feste. E anche se potrà sembrarti incredibile, da piccola non l’apprezzavo particolarmente. Era uno dei miei “gnè-gnè” a tavola. Uno di quelli che sto cercando di correggere. Ne parlo anche nel post dedicato alla crostata tiramisù e alla parola che ho scelto per il 2020: avanti.

Un po’ alla volta cucino e ri-assaggio tutti i piatti eccezionali che da piccola mi permettevo di rifiutare o di mangiare solo grazie alla resistenza e alla pazienza dei miei genitori che non volevano che noi bambine facessimo capricci a tavola. Dopo la ricetta ti aspetto con qualche chiacchiera di cucina e la storia di una bambina fortunata.

Buona cucina bolognese, Monica

Ricetta della Zuppa Imperiale

Consigli

Per una buona zuppa imperiale, è necessario utilizzare un buon parmigiano reggiano.

Di solito si serve nel brodo bollente di carne, ma se vuoi farla gustare a chi segue una dieta vegetariana, servila nel brodo di verdura. Gustoso, mi raccomando. E senza sapori particolari, per non coprire quello della zuppa imperiale.

Se non la devi consumare subito, dopo averla cotta nel forno, lascia raffreddare, taglia a cubetti e conserva in frigorifero per 3-4 giorni. Puoi anche congelare fino al momento di usarla. Il passaggio nel brodo fallo solo prima di mangiarla.

La Zuppa Imperiale può facilmente diventare senza glutine (basta usare un semolino di riso o aggiungere della farina fine di mais).

Ricetta della Zuppa Imperiale


per 4 persone
Ingredienti
teglia rettangolare 30x23cm


4 cucchiai di farina di semolino (quella per fare gli gnocchi)
5 uova, medie
80 g di parmigiano reggiano, grattugiato
60 g di burro + quello per imburrare la teglia
sale e noce moscata q.b.

1 l di brodo di carne o di cappone


Procedimento


Sciogli il burro e metti da parte.

Imburra o copri di carta forno una teglia rettangolare.

Zuppa Imperiale Ricetta

In una ciotola mescola con una forchetta o una frusta, uova, parmigiano, semolino, un poco di noce moscata, sale. Mescola bene per amalgamare tutti gli ingredienti. Versa a filo il burro fuso sul composto e continua a lavorare fino a ottenere una pastella soffice e spumosa.

Versa l’impasto nella teglia, stendilo in modo uniforme e pareggia la superficie con l’aiuto di una spatola ad una altezza di 1 cm circa.

 

Zuppa Imperiale: la minestra di BolognaCuoci in forno già caldo (170 gradi, funzione statica) per circa 15 minuti o fino a quando bordi e superficie iniziano a essere leggermente dorati. Sforna e lascia intiepidire o raffreddare.

Poi taglia a cubetti piccoli, di 1/2 cm circa.

Porta a bollore il brodo e tuffa i cubetti nel brodo bollente per due minuti.

Servi immediatamente la zuppa imperiale con il brodo.


Mini-me e la zuppa imperiale

Questa minestra compariva spesso sulla tavola domenicale di quando ero bambina. Era una delle tante bontà che potevo mangiare grazie a una nonna amorevole e cuoca appassionata che ha trasformato ogni singolo pranzo della domenica della mia infanzia in un giubileo di sapori.

Ma la mini-me bambina non si rendeva conto della fortuna che aveva.
Tutti quei piatti profumati e deliziosi erano la normalità. Da piccina ero un pugnetto di ossa, più golosa che affamata e animata da una testardaggine che mi porto ancora dietro.

Quando la nonna sfornava la zuppa imperiale, calda e profumata, non riuscivo a resistere al richiamo di quei cubetti croccanti e “formaggiosi”. Ma non appena veniva messa nel brodo e portata in tavola, assumevo ben altro atteggiamento. Avevo deciso che non eravamo amiche. E lo stesso con i passatelli.

E così una pestifera mini-me bambina, metteva in atto la sua strategia. Regolarmente sorbivo il brodo e poi, di malavoglia, iniziavo a mangiare un pezzetto alla volta.

“Finisci quello che c’è nel piatto” (cit.).

E visto che in famiglia vigeva la regola che non ci si alzava da tavola fino a che tutti non avevano finito quello che c’era nel piatto, condannavo tutti a sorbire i miei capricci, molto meno invitanti del brodo. Non vi dico gli sguardi di fuoco dei miei familiari di fronte al gesto ribelle di un soldo di cacio (io) che mangiava con una lentezza volutamente esasperante.

Davanti al brodo fumante si consumava una sorta di guerra fredda tra me e i miei genitori che, apposta per non darmi importanza, pazientemente ma tenacemente aspettavano che finissi.

Oggi posso dire che quelle battaglie le ho perse tutte, anche se la zuppa imperiale si è conquistata la maglia nera e, da adulta, ho smesso di cucinarla e mangiarla.

Poi, l’amore per la cucina, per le mie tradizioni e la voglia di condividere queste ricette sul blog, mi hanno fatto capire che era tempo d’andare oltre tutti quei gnè-gnè di quando ero bambina. Non c’è ricetta che pubblico senza assaggiare, e che poi non ripeta molte volte. Ho preparato la zuppa imperiale senza trasporto, l’ho assaggiata…
E ora posso dire per fortuna. Ho scoperto che mi piace e ora la preparo spesso.

Zuppa Imperiale: la minestra di Bologna

 

2 COMMENTS

    • Cara Barbara, grazie e scusa
      Nel tenerlo da parte, l’avevo dimenticato 😉
      Ho aggiunto il passaggio
      Buona Minestra!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here