Lifestyle: storie di Halloween. Un’americana a Bologna

Se, anche voi come me, vi trovate a trascorrere il periodo di fine ottobre in Italia, e precisamente nella bellissima Bologna, avrete modo di rendervi conto che la città ha accolto e fatto propria la ricorrenza di Halloween.

Lifestyle: storie di Halloween. Un'americana a Bologna

Le vetrine di forni e pasticcerie sono addobbate con decorazioni a tema.
Dai vassoi, spuntano biscotti a forma di fantasma, zucche dolci, teschi e ragni. Eppure, se guardate bene, vedrete dei biscotti piccoli e rotondi che assomigliano, ma non sono, biscotti di zucchero.

Questo biscotto è quello che dovete cercare per scoprire un cibo tradizionale che ha una storia antica. Si tratta di un dolce tipico che potete assaggiare solamente in questo periodo dell’anno e ha un nome particolare: fave dei morti.

Come dicevo, anche se sembrano di zucchero, questi biscotti sono coperti di zucchero colorato, sono fatti con le mandorle e sono buonissimi. Ne esiste anche una versione “più povera”, preparata con l’anice al posto delle mandorle.

La scoperta di questi biscotti mi ha fatto pensare che nelle diverse culture del mondo cosiddetto occidentale, il cibo rappresenta una parte importante delle tradizioni legate a quel momento dell’anno che noi americani chiamiamo Halloween.

Un'americana a Bologna per Halloween

Simboli e riti legati al cibo in occasione di Halloween

Halloween è una festività molto antica, di origine celtica, che si celebra negli Stati Uniti e Canada e, oggi, in molte altre parti del mondo. A ben guardare, nel periodo successivo all’equinozio d’autunno, molte culture celebrano e ricordano -anche se in modi diversi- i propri morti.

In questo periodo dell’anno, di transizione, e non solo da una stagione all’altra, si credeva che le barriere tra vivi e morti venissero meno. Da qui la necessità di accendere luci, i falò nelle campagne, per tenere lontani gli spiriti cattivi e guidare quelli buoni. Il cibo ha un ruolo centrale in molte delle ricorrenze di questo periodo dell’anno e nei riti che si celebrano. Proprio come con le fave dei morti.

Dalla Festa del raccolto (Harvest Festival), una festa molto antica che si celebra dopo la prima luna piena dell’equinozio d’autunno e che -appunto- celebra il cambio di stagione, alle diverse offerte di cibo e vino per placare gli spiriti, passando per la distribuzione di dolcetti ai poveri in cambio di preghiere per i defunti fino all’intaglio delle zucche per trasformarle in lanterne – quelle che noi Americani chiamiamo Jack o’ Lanterns- che dovrebbero tenere lontani gli spiriti maligni o, alternativamente, augurare il benvenuto agli spiriti che ritornano.

Lifestyle: storie di Halloween. Un'americana a Bologna

Dolci e biscotti erano spesso cotti per essere offerti agli spiriti affinchè potessero nutrirsi nell’aldilà. E proprio questo è anche il significato racchiuso nelle origini delle fave dei morti che, sin dal nome, sono collegati alla celebrazione del culto del morti ed ai riti di passaggio.

Anche la forma del biscotto ricorda, o dovrebbe ricordare, quello delle fave. Era tradizione infatti mangiare le fave in ricordo dei morti. Nel tempo le fave sono state sostituite dai biscotti che mantengono nel nome la loro storia antica e che si preparano nel periodo compreso tra Ognissanti (1 novembre, festa nazionale) e il giorno dei Morti, dedicato a Tutte le Anime (anche quelle che non hanno ancora raggiunto il paradiso, 2 novembre).

In Italia gli eventi legati ad Halloween sono in aumento ma la vera festa resta quella di Ognissanti.

Grazie Tortellini&CO per avere dato spazio alle mie scoperte e riflessioni!

Charlotte
Traduzione: Monica

Crediti fotografici:

Monica per Tortellini&CO, foto di Bologna
Charlotte Tonya Fisher, foto dei biscotti fava dei morti
Photo by Bekir Dönmez on Unsplash/ Patrick Fore on Unsplash
Priscilla Du Preez on Unsplash

 

Articolo disponibile anche in Eng

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