Tortellini in brodo, un piatto per un’occasione speciale

Tortellini in brodo

Come faccio a dire che i tortellini in brodo sono una ricetta?

Per me sono il piatto del pranzo della domenica e delle feste. Da che ho memoria, non c’è un solo pranzo di Natale che non abbia avuto inizio tra i vapori tremolanti del fumo profumato dei tortellini in brodo.

Le stagioni danzavano felici sulla tavola e le azdore di casa rendevano il massimo onore agli ingredienti preparando quei piatti della tradizione la cui conoscenza si tramandava di donna in donna così come il compito di preparare i corredi.

I tortellini, soprattutto in brodo, nella mia vita sono il piatto più ricco di memorie familiari.

In questo post più che una ricetta ho condiviso ricordi (che trovi dopo il procedimento; ti aspetto nei commenti se avrai voglia di condividere un tuo ricordo sul piatto della domeniche e delle feste di casa tua), procedimento e consigli per cuocere e servire i tortellini in brodo.

Se vuoi cimentarti nella preparazione dei tortellini, QUI trovi la ricetta di casa mia, ligia alla tradizione. Anche quelle per fare brodo di carne e di cappone sono già sul blog.

tortellini in brodo

Consigli

Prepara i tortellini con largo anticipo e il brodo due giorni prima (oppure molto prima e lo congeli).

I giorni di festa ammettono il bis.

La quantità di tortellini da fare in brodo o asciutti, è diversa. Di solito, da brodo, ne conto meno, circa 120g a persona. Se li faccio asciutti calcolo anche 150g sempre a persona. Che i tortellini siano congelati o freschi, non cambia.

Se hai dei tortellini congelati, cuocili direttamente nel brodo per evitare che scongelando si attacchino l’un l’altro.

Per abitudine non grattugio il parmigiano reggiano sui tortellini in brodo, ma tu sentiti libero di fare come credi.

Ricetta dei tortellini in brodo


Per 4 persone


Brodo di carne o di cappone, 1 l
Tortellini Bolognesi, 500g
Sale grosso


Procedimento


Porta il brodo a bollore, se serve aggiusta di sale. Quando il brodo bolle, tuffa i tortellini nell’oro giallo.

Se sono congelati, non devi scongelarli prima. Cuoci direttamente nel brodo con l’unica accortezza, prima di buttarli, di abbassare al minimo il brodo per rialzare subito dopo la fiamma e riportare velocemente il brodo a bollore. I tortellini congelati abbassano la temperatura del brodo.

I tortellini sono cotti quando risalgono a galla, in pochi minuti.

Ovviamente non si scolano. Con tutto il lavoro che hai fatto per avere un buon brodo, non potrebbe essere diversamente. Se poi decidi di servirli asciutti, tieni il brodo da parte per altri utilizzi.

Ma torno subito al momento topico. I tortellini in brodo sono pronti, e ora? Spegni il fornello e utilizzando un mestolo, cercando di prendere più tortellini che brodo, fai i piatti, e aggiusta di brodo in un secondo momento.

I tortellini avanzati devi toglierli subito dal brodo caldo, per evitare che al momento del bis siano disfatti. Puoi metterli in un tegame e coprire con il coperchio (così non diventano troppo freddi) fino al momento fatidico (quello del bis, appunto).

I tortellini, per tradizione, si portano a tavola nella zuppiera con coperchio.

tortellini in brodo

Imola, la città trattino tra Emilia e Romagna

Sebbene sia nata in Romagna, o forse perché sono nata a Imola -piccola città dall’identità romagnola, amministrativamente legata all’Emilia e inserita nell’area metropolitana bolognese- i tortellini erano/sono un classico tanto quanto i cappelletti. Come in tanti altri posti “di frontiera”, dove le tradizioni spesso sono stratificazioni complesse delle culture confinanti. Con regole e piccole differenze che cambiano da casa a casa. Infatti da molte amiche non era così, solo cappelletti.

Sono cresciuta in una famiglia dove “onorare la domenica” contemplava la messa, tutti insieme, e il pranzo della domenica. Appuntamento meno spirituale ma ugualmente importante.

Anche la questione della messa, come quella “tortellini vs cappelletti”, era una cosa che differenziava la mia famiglia dalla maggior parte delle altre. In una regione fieramente comunista, come lo era l’Emilia-Romagna negli anni Settanta e Ottanta, s’andava tutti, o quasi, alla messa della Vigilia di Natale ma non a quella domenicale. Poi è cambiato tutto. Anche se gli ultimi ad accorgersene furono i partiti politici.

Il pranzo della domenica

Da bambina assistevo con poca consapevolezza al prodigio del pranzo domenicale.
Quel cibo così prezioso per me era la normalità.

Questo si, quello no. “Poco, basta basta”, dicevo, lunga e magra come un uccellino stizzoso (e poi non sono più cresciuta in altezza e ben mi sta. Che mia nonna lo diceva: mangia che cresci!).

Il pranzo della domenica, soprattutto d’inverno che l’estate cambiava le abitudini portandone altre, profumava la casa con l’odore avvolgente del brodo, quello dove cuocevano tortellini, passatelli e zuppa imperiale. O dell’aroma della pasta al forno, lasagne verdi e goccia d’oro.

Cosa darei oggi per rivivere quella sfilata domenicale di sapori e profumi. Un tripudio di minestre e primi piatti. E poi arrosti, bolliti, contorni e salsa verde. Ogni piatto era un profumo che riempiva l’aria. L’amore e la sapienza delle donne di casa rendevano speciali tutti i pranzi della domenica e la tavola delle feste.

tortellini in brodo

E quello di Natale

Il pranzo della domenica riuniva tutta la famiglia così come in occasione del Natale a trovarsi erano più famiglie. Cone le feste, si celebrava il piacere di stare insieme.

A quella tavola tutti mangiavano le stesse cose, l’idea che ognuno consumasse un cibo diverso dagli altri era inconcepibile. I grandi parlavano e i piccoli ascoltavano e, prima di alzarci da tavola, si chiedeva il permesso.

Il pranzo di Natale aveva profumi propri, unici e speciali. Intanto il brodo non era di carne ma quello più delicato fatto con il cappone che a Bologna, e anche nella mia casa di bambina, era il brodo delle feste o dei giorni speciali. Immagino che il motivo, oggi come allora, dipendesse soprattutto dal costo del cappone. Oltre al fatto che, rispetto a quello di carne tradizionale, tende a essere un po’ più grasso.

Non devo nemmeno chiudere gli occhi per rivedere i volti di quelle care persone sedute alla tavola della domenica o del giorno di Natale. Li rivedo tutti, uno a uno, odo ancora le risate e il tintinnar di piatti e bicchieri. E mentre li rivedo, con cuore colmo d’amore, non posso non chiedermi se stiano sorridendo a me o al piatto fumante di tortellini in brodo che accende sorrisi come il tramonto il cielo.

tortellini in brodo

 

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