Settembre, il mese dei nuovi inizi e della torta di fichi

A te che effetto fa settembre?

Guardo la ciotola sul tavolo e non vedo l’ora di preparare la torta di fichi, appuntamento fisso che aspetto con gioia ogni anno a settembre. Il profumo della frutta mi fa pensare ancora alle cose belle dell’estate mentre scaccia come nuvolette moleste le cose che non sono andate come dovevano.

Fichi

Settembre.

E mentre indulgo nel ricordo delle cose belle dell’estate, con l’arrivo di settembre cambio passo. Nel mese che tiene per mano l’estate mentre strizza l’occhio all’autunno, l’aria diventa più fresca e le giornate s’accorciano, vengo presa dalla voglia e dalla necessità di programmare il lavoro e mettere a punto qualche nuovo progetto.

Settembre è da sempre il mese dei nuovi inizi.

Come se la campanella di scolastica memoria continuasse a risuonare nei corridoi richiamando ciascuno ai propri doveri. In fondo, anche se passano gli anni, alla scuola della vita si resta sempre studenti e a ogni classe (d’età) non si finisce mai di apprendere.

A proposito di scuola di vita, dopo il cataclisma causato dall’emergenza sanitaria, ho ricordato, più che imparato, quanto siano precari i nostri progetti. Anche se ad un certo punto abbiamo pensato che si potesse programmare tutto, quasi che le nostre vite fossero pagine ordinate di una agenda. Il minimo contrattempo era un gran fastidio. Presi dalla nostra hybris non abbiamo preso in considerazione che qualcosa potesse andare storto.

Personalmente non credo alle punizioni divine o al fato avverso. Lo stesso, eravamo andati un po’ oltre. La pandemia è il fattore X, un imprevisto che dopo avere spazzato via vite e progetti, continua a seminare incertezza.

Sto cercando di fare tesoro di questa esperienza. Le cose non devono accadere invano.

Forse è troppo presto per guardare lontano. Anche da qui a un anno sembra un tempo imponderabile. E forse parte della lezione da apprendere sta proprio qui. Certo, cerco di mettere a fuoco nuove direzioni e di comprendere come la pandemia cambierà il mondo che conosciamo. Ma, a parte questo, ho scelto un approccio che guarda al breve periodo, e con calma.

Invece di incastrare giornate impossibili e programmare piani quinquennali, cerco progetti a portata di mano aspettando il futuro prossimo. Trascorro più tempo con le persone che amo. Impegno il quotidiano con lavori che danno senso alle mie giornate mentre apro, qui e là, piccole finestre sul futuro.

Può succedere, facendo questi discorsi, di sembrare poco concreti.

Cosa vuol dire fare programmi a breve scadenza? A parte le ricette che trovi sul blog e quella della torta di fichi con crema pasticcera che spero ti farà venire voglia di cucinare, non ho suggerimenti da condividere.

Torta di fichi

Quello che posso fare è dirti cosa significa per me una programmazione di breve periodo e da cosa ho deciso di iniziare.
Scrivere un nuovo post sulla mia città.

Quest’anno sono stata in vacanza nel Mugello dove ho visitato alcuni mercati.
Rientrata dalla vacanza, una persona mi ha scritto chiedendo quali sono i miei preferiti di Bologna. Da qui la domanda: perché non ho mai scritto una mappa dei mercati -alimentari e non- della mia città?

Lacuna da colmare e occasione ghiotta per visitarli di nuovo tutti, fare fotografie, cercare ispirazione, scrivere.

Caccia al semino.

Vorrei fare una ricerca per trovare sementi locali e non omologate/industriali.
Chissà cosa uscirà da questa caccia.

Nuovo tempo da dedicare a me.

Complice il lockdown mi sono un po’ impigrita. Che da un lato non è male perché il ritmo di prima era sbagliato. Cercando di fare tante, troppe cose, ero poco produttiva e concentrata.

Della mia vita prima del lockdown ricordo un senso di vaga insoddisfazione e colpa che dovevo scacciare quasi ogni sera. Sembrava sempre di non avere fatto abbastanza e comunque non bene come avrei voluto. Dopo qualche mese di placida e sana pigrizia con serate che finiscono a chiacchierare davanti a un bicchiere di vino rosso, è arrivato il momento di riprendere il ritmo, solo in modo diverso.

Vorrei che le mie giornate iniziassero prima. Non avendo una sveglia biologica naturalmente puntata sull’alba, cerco ispirazione nel manifesto dedicato all’importanza del mattino e delle ore silenziose e ovattate che precedono l’inizio della giornata.
Chissà cosa riuscirò a fare.

Se pensi che possa interessarti, il titolo del libro di Allan Jenkins è Morning. How to Make Time: A Manifesto (ed. 4th ESTATE, London).

A. Jenkins, Morning. How to Make Time: A Manifesto

Corsi di cucina.

Quelli che seguo per migliorare e approfondire le mie conoscenze e quelli che tengo nella mia cucina.

Seguire corsi di cucina è una parte imprenscindibile del mio percorso d’apprendimento. Nasco come “cuoca di casa” e mettere ordine tra le cose che ho appreso è importante tanto quanto apprendere nozioni e termini tecnici. Dopo tanti corsi e molto lavoro sul campo, ho accolto con gioia l’iscrizione all’Associazione Professionale Cuochi Italiani.

Nel tempo ho organizzato anche corsi per pochi partecipanti alla volta nella mia cucina. Cucinare con persone nuove è sempre una grande e bella emozione.

In attesa di trovare un corso di panificazione adatto alle mie esigenze, ho voglia di aprire di nuovo la mia cucina a chi vorrà cucinare con me. Dal vivo oppure on line.
A breve sarà disponibile il calendario dei corsi.

Una torta.

Anche la torta di fichi è uno dei miei progetti di settembre.
Quanto mi piace il sapore di questa torta! La ricetta era sul blog da anni (ma in bozze) perché è un dolce che preparo ogni anno. Il vecchio titolo credo fosse crostata settembrina ma quel vecchio post aveva bisogno di nuove fotografie e di un po’ d’amore.

Torta di fichi con crema

La mia nuova torta di fichi (con crema).

Alla fine ho messo mano anche alla ricetta.

Nella versione precedente la frolla era al cacao e più spessa.

Ora la frolla è bianca e, soprattutto, sottilissima. In questo modo è una sorta di contenitore, leggermente croccante, dei gusti protagonisti di questo dolce, entrambi morbidi, che sono fichi e crema.

Dopo avere fatto il dolce e averne gustato una fetta, ho avvertito il beneficio di avere già messo in rete uno dei goal di settembre. Programmare e portare a termine un progetto, anche piccolo, ha migliorato il mio umore e sicuramente la giornata.

L’effetto benessere è garantito fino all’ultimo morso di torta.

Buon inizio a quello che vuoi tu.

Monica

Link al blog

Alla crema pasticcera sono legati tanti dei miei primi ricordi din cucina. È una ricetta di base e, a sua volta, un dessert da riscoprire. Qui sotto trovi il procedimento ma se vuoi leggere qualche trucco e consiglio conditi da una manciata di ricordi, puoi cliccare sul link della Ricetta della crema pasticcera (che faccio con la farina, come faceva nonna e come mi ha insegnato il maestro pasticcere Gino Fabbri).

Trovi la lista delle cose belle che ricorderò di questa estate nel post con la ricetta della Torta di pesche buona per caso.

Consiglio

Con uno stampo del diametro di 14cm, ti avanzerà della frolla che potrai usare per fare dei biscotti. Ti lascio con una idea molto veloce da realizzare: stendi la frolla, aggiungi gocce di cioccolato, richiudi la frolla su se stessa, premi con le mani o il matterello, taglia a quadretti e cuoci nel forno già caldo. Oppure avvolgi l’impasto nella pellicola e conserva in freezer per un uso successivo.

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Torta settembrina

Ricetta Torta di fichi con crema pasticcera


per 4-6 persone
Stampo diametro 14 cm
Ingredienti


Per la base:

120 g farina 00
60 g zucchero di canna
70 g burro a tocchetti, da frigorifero
un uovo piccolo
giusto un pizzico di lievito e uno di sale
un cucchiaino di estratto naturale di vaniglia

Per la crema pasticcera

50 g farina
100 g di burro
60 g di zucchero
un pizzico di sale

circa 15 fichi maturi, piccolini
250 g confettura di fichi o fichi freschi sbucciati e cotti per due minuti in un padellino antiaderente


Procedimento


Base

In una ciotola mescola e impasta tutti gli ingredienti sino a ottenere un composto liscio e compatto. Avvolgi nella pellicola e fai riposare in frigorifero per 30 minuti, 1 ora.

La crema pasticcera:

in un tegamino mescola farina, zucchero e sale. Poco alla volta aggiungi il latte, anche freddo, mescolando con una frusta facendo in modo che non si formino grumi. E se succede, niente paura, prendi nota di questo trucco: risolvi il problema con il minipimer.

Metti sul fornello a fiamma medio-bassa e, sempre mescolando, porta a bollore, abbassa e quando la crema inizia ad attaccarsi al tegame, spegni. Se hai incontrato qualche difficoltà, di nuovo tipo grumi, risolvi sempre con il minipimer per rendere liscia e perfetta la crema.

Per evitare che si formi uno strato superficiale di pellicola (che poi devi eliminare), metti un pezzetto di burro sulla punta di uno stecchino di legno o sui rebbi della forchetta e passa su tutta la superficie calda della crema. In questo modo non si formerà la patina e la crema resterà morbida e invitante. Metti da parte a raffreddare.

Fichi:
scegli i fichi per decorare la superficie: meglio se sono -più o meno- della stessa grandezza.

Lava delicatamente i frutti, elimina la buccia e apri a metà ogni fico. So che sbucciandoli si rompono un po’, soprattutto se sono molto maturi (e ti consiglio di scegliere proprio quelli più maturi). Lo stesso preferisco non appoggiare la parte esterna del fico, lavata ma che non puoi strofinare perbene e che potrebbe essere stata trattata con verderame o altro, sulla crema. Vedere un ospite che smonta la torta per eliminare la buccia non è bello.

Per lo strato di crema di fichi puoi scegliere una buona confettura, come ho fatto io che andavo un po’ di fretta, o sbucciare e cuocere una ventina di fichi freschi per pochi minuti. Poi lascia raffreddare completamente prima di metterli sopra la frolla cruda.

Frolla:

stendi la frolla molto sottile, circa 4-5 ml.

In questa torta di fichi i sapori prevalenti sono quelli della crema e della frutta, l’impasto si scioglie in bocca creando una consistenza quasi croccante perfetta per ravvivare ogni singolo boccone.

Copri lo stampo con carta forno bagnata e strizzata, stendi la frolla facendo aderire bene i bordi alla teglia, copri il fondo con uno strato di crema o di confettura di fichi.

Aggiungi la crema riempiendo il guscio di frolla, pareggia la superficie e cuoci in forno già caldo, non ventilato, a 180 gradi per circa 30 minuti. Controlla e quando la crema inizia a prendere colore, togli dal forno.

Se i bordi sembrano indietro di cottura, copri con un foglio di carta alluminio e continua la cottura per qualche altro minuto.

Dopo avere tolto il dolce dal forno, lascia raffreddare prima di decorare la superficie con i fichi freschi.

Se preferisci, puoi seguire il metodo della cottura in bianco della frolla (se non sai di cosa si tratta, trovi la spiegazione nel post sulla frolla senza glutine).

Guscio di frolla

Confettura di fichi

Crema pasticcera

Torta prima di entrare nel forno
Torta prima di entrare nel forno
Torta cotta
Torta cotta

2 COMMENTS

    • L’idea è quella, invece di stressarci con un orizzonte troppo vasto, meglio tante piccole cose che, come mattoncini, possono dare forma a grandi cose. Le proposte dei corsi sono quasi mature per essere licenziate, a presto! Monica

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