DiTendenza – Galateo del Picnic: 4 regole da non dimenticare

Dopo anni trascorsi a puntare il dito contro incolpevoli frittate, simbolo cafone di cestini casalinghi guardati con sospetto neanche fossero contenitori esplosivi, siamo diventati tutti PICNIC LOVERS. 

L’organizzazione di un picnic può apparire banale. 

E che ci sarà mai da sapere per mettere due panini e qualche birra in un cestino? Ebbene, si tratta di una cosa facile ma non elementare caro Watson! Perché il cestino da picnic è importante ma non è l’unica questione rilevante. Anzi, in definitiva, non è neppure la più importante.

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L’ho capito a mie spese molti anni fa su una spiaggia pugliese.
Se ti stai chiedendo cosa mi è successo in Puglia, te lo racconto subito.
Una innocua famiglia di local decide di mettere l’ombrellone a fianco del mio.
Poi mi accorgo che una catena umana trasporta oggetti dalla strada alla spiaggia.

Nel giro di 30 minuti montano una piazza d’armi fatta di tende e ombrelloni con cucina da campo, camere da letto per riposino pomeridiano e zona discoteca.
Inutile dire che abbiamo raccolto le nostre cose e siamo andati altrove.

Ecco, per me l’eleganza non è solo quella che deriva da come sai stare a tavola, da quello che indossi o da un linguaggio forbito. E’ anche quella dei modi che, più delle altre, rivela quella dell’animo.

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Guida semi-seria al picnic: 4 cose da tenere a mente

Location

Per dichiarare il picnic, non basta gettare una coperta sul primo prato lato-autostrada e fare bella mostra di un cestino con la capienza della borsa di Mary Poppins e le dimensioni del bagagliaio di un auto. O fermare la macchina davanti al primo ciuffo d’erba per depositarci la famiglia sfruttando lo spostamento d’aria dei camion per stare al fresco. Ok?

Il luogo deve essere scelto con criterio. Non entrare in aree private, evita luoghi troppo isolati.

Cerca un angolo di parco, bosco o pineta o un luogo dove sole e ombra e alberi siano presenti nella giusta misura.

Non siamo degli Indiana Jones del picnic. Il bello dell’esperienza non è tornare a casa la sera pensando “sono sopravvissuto, peccato per la zia Maria”.

Lascia il luogo che ti ha accolto come lo hai trovato. E se non era perfetto e ti è dispiaciuto trovarlo così, raccogli e getta anche quello che non è tuo. Non è mai morto nessuno per avere fatto la cosa giusta.

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Tu casa, mi casa: no grazie
Niente tende o cerate appese da palo a palo per proteggere le testoline da fulmini o solleone, e neppure tendaggi, reti da pallavolo o piscinette gonfiabili per cuccioli di mamma.

Gli spazi pubblici non sono tuoi, non puoi ricreare il tuo ambiente domestico. Se è casa tua che vuoi, resta lì. Le persone intorno a te vogliono godere della vista, della luce, dello spazio e non assistere esterrefatti alla costruzione abusiva e in miniatura di casa tua.

Picnic-etiquette

Prima di stendere la coperta getta uno sguardo tutt’attorno. Per due motivi.
Evitare di scambiare un formicaio per una comoda seduta e lasciare il posto come lo hai trovato.

Il picnic è un momento per godere della compagnia di amici/familiari, gustando buon cibo e apprezzando la bellezza o la pace del posto prescelto.

Non è il momento per sbracare urlando lanciandosi avanzi di panino.

Non serve parlare urlando come se fossimo uomini senza orecchie o trogloditi del Paleolitico o mangiare come bestiole allo stato brado.

Non si lanciano palloni sulle teste degli altri. Se sai che il tuo clan non resiste alla tentazione della palla, puoi prenotate un campetto da calcio e portare dei panini.

Oppure non portare oggetti che tendono a finire sempre non devono.
Ad esempio sul pranzo degli altri.

Cuccioli

Mi riferisco a tutti i cuccioli. Indifferentemente di uomo o di animale.
Possono essere belli, intelligenti e simpatici ma se fanno parte del tuo gruppo, tieni la loro simpatia a portata di sguardo (tuo, non degli altri) o di guinzaglio. Nessuno dice che bambini e cani non debbano parlare, piangere, giocare, muoversi o abbaiare ma tutto questo non deve necessariamente avvenire sulle coperte altrui.

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Prima ancora di panini e insalate, quello che non deve mai mancare in un cestino da picnic è un bel rollè farcito di EDUCAZIONE. Verso gli altri, per il luogo che ospita il picnic e, in definitiva, verso noi stessi.

Buon cestino a tutti, Monica

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Foto Unsplash

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