Teglia di riso, funghi, patate e di comfort food

Se dico comfort food la prima cosa che mi viene in mente è qualcosa di caldo e fumante.

Perché un piatto di tortellini in brodo o, come in questo caso, una teglia di riso con verdure producono una sensazione di benessere simile a un morbido abbraccio?
Ma poi esattamente cosa significa comfort food?

Teglia di riso con funghi e patate

Prima di tutto, una definizione.

L’espressione anglosassone traducibile come “cibo confortante” o “di conforto” rimanda a generi alimentari che, oltre a saziare, hanno a che fare con consolazione e benessere; spesso sono cibi che ricordano l’infanzia o la cucina casalinga e, quasi sempre, si tratta di carboidrati o piatti ad alto contenuto di zuccheri.

Tra i piatti della cucina casalinga e della mia infanzia ritrovo sapori che travalicano il mero nutrimento e, spesso, sono primi piatti e dolci. Più pasta che desserts, a dire il vero.

Diciamo che in linea generale mi ritrovo nella definizione di comfort food anche se con la varietà di diete che oggi affollano le nostre tavole, il concetto di cibo confortante potrebbe essere un po’ diverso per ognuno di noi. Per me, ad esempio, nella lista dei confortini non mancano la classica tazza di brodo, i consommé, le zuppe e certe minestre.

I miei piatti comfort food hanno a che fare con i ricordi ma anche con ingredienti e stagioni.

Nel mio caso è la mescolanza di diversi elementi che fa di un piatto un genere di conforto.

È vero che sono quasi tutti primi piatti della tradizione emiliano-romagnola e casalinghi i miei confort food del cuore. Ma tra i dessert, tra i primi in assoluto e a sorpresa, c’è il crumble di mele. Un dolce che non appartiene alla tradizione di casa e che ho imparato a fare da adulta, quando condividevo casa con Ann, americana del Massachusetts che qui sul blog parla di Thanksgiving (il Giorno del Ringraziamento che si festeggia in America verso fine novembre).

Sfogliando le ricette dei dolci di casa, tra i dessert ad alto tasso di consolazione e/o benessere dovrebbero esserci crema pasticcera, latte alla portoghese e alcune ciambelle. Insomma le ricette con le quali sono cresciuta e che preparo più spesso. Eppure nessuno di questi rientra tra i cibi di conforto. Pur essendo tutte preparazioni che amo, in effetti più cucinare che mangiare.

E allora quella sensazione di conforto che provo mangiando il crumble e certi biscotti, trova spiegazione pensando agli ingredienti.

L’unione di burro e zucchero, incidentalmente anche della farina, è all’origine di quella sensazione di calore che partendo da dentro irradia in tutto il corpo endorfine giganti capaci di risollevare qualunque umore nero e farmi stare bene all’istante.

Lo stesso vale per il sapore del brodo che durante l’inverno, al bisogno, è tutto quello che mi serve per cena.

Nel mio caso posso dire che il cibo della felicità ha a che fare con sapori che risvegliano ricordi e con ingredienti che il mio corpo gradisce così tanto da innescare l’effetto comfort food.

Forse per questo motivo nell’elenco delle ricette che rincuorano, tra tanti carboidrati, non solo pasta anche pane e pizza, non mancano arrosti e contorni (soprattutto patate arrosto e purè di patate).

Ma i cibi comfort food fanno sempre lo stesso effetto? Cioè è sempre vero che produco l’effetto comfort food.

Alcuni si. Per altri dipende dalla stagione e dal momento. È come se l’effetto comfort, a volte, si innescasse a seconda del bisogno.

Funghi porcini

Ricette autunnali

I sapori del bosco in una teglia di riso.

Durante una delle mie visite settimanali a casa dei genitori, mia mamma mi fa vedere un sacchetto con dei porcini profumatissimi. Vengono da Castel del Rio, un comune di quell’Appennino romagnolo che un po’ alla volta diventa Toscana e di cui parlo spesso qui sul blog perché è da lì che viene metà della mia famiglia (e di quella tradizione ho condiviso una ricetta di pane fritto che mi piace tantissimo e si chiama ficattola).

Ma tornando alla teglia di riso, ho preso i porcini terrosi che mia mamma aveva comprato per me e una volta a casa ho aperto il sacchetto scoprendo una foglia del bosco.
Ho iniziato a pulire i funghi pensando a come cucinarli.

Ho usato i porcini per più preparazioni, oltre a un’ottima frittata, ho utilizzato le cappelle per cucinarle alla piastra con un filo di olio d’oliva e sale. Semplici e perfette.

I gambi, meno preziosi, sono risultati perfetti per dare sapore alla teglia di riso. Se non hai dei porcini freschi usa quelli essiccati e funghi champignons freschi.

La teglia di riso è una ricetta vegetariana da servire come primo piatto ma nessuno vieta che tu possa servirla come piatto unico. Caldo e confortevole, saporito e cremoso, si può preparare in anticipo.

Mentre cucinavo la teglia di riso ho ripensato alla superba tiella di riso, patate e cozze che prepara una mia amica. Io ho fatto una versione di terra della sua ricetta di mare usando i funghi invece delle cozze ma l’effetto avvolgente del comfort food è assicurato.

Buona cucina, Monica

Funghi e patate

Teglia di riso al forno

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Ricetta Teglia di riso, patate e funghi


Per 4, teglia rettangolare 30cmx19cm
Ingredienti


500 g di patate a pasta gialla
150 g riso Carnaroli
80 g gambi di porcini freschi, o 20 g di porcini essiccati
150 g di funghi champignons
500 ml di brodo vegetale (o di carne)
120 g parmigiano grattugiato + quello per spolverare l’ultimo strato
sale, olio, burro q.b.


Procedimento


Gli ingredienti vanno messi tutti a crudo. Cuociono insieme nella teglia, ecco perché consiglio di usare un buon brodo, vegetale o di carne.

Quanto riso per ogni strato? A seconda dell’altezza della teglia, suddividi il riso -più o meno- in parti uguali per ogni strato.

Per ogni strato aggiungi abbastanza brodo da coprire la superficie.

La teglia si compone di strati di patate crude, riso crudo, funghi puliti ma crudi, parmigiano grattugiato, fiocchi di burro.

L’ultimo strato è di patate. Se vuoi, e se sono avanzati, puoi aggiungere dei funghi. Spolvera generosamente con parmigiano, più di quello che ho fatto io, copri con brodo e qualche fiocco di burro. Copri e buona cottura.

Ora nel dettaglio il procedimento.

Pela le patate e taglia a fette sottili. Tieni da parte.

Pulisci e affetta i funghi. Tieni da parte.
Se usi anche porcini essiccati mettili in una tazza con acqua calda per qualche minuto perché si riprendano. Scola dall’acqua senza buttarla, filtra e tieni da parte.

Ungi con olio e burro il fondo di una teglia, fai uno strato di patate che copre tutto il fondo, spolvera con parmigiano, un pizzico di sale, distribuisci sulla superficie un po’ di funghi champignon, qualche briciola di porcino qui e là, una manciata di riso, aggiungi qualche mestolino di brodo e procedi con un altro strato di patate.

Ripeti per ogni strato, fino a esaurimento degli ingredienti, come indicato. Non dimenticare un pizzico di sale per ogni strato.

Sull’ultimo strato distribuisci quel che resta del brodo avanzato e l’acqua filtrata dei porcini (attenzione, il liquido non deve uscire dalla teglia e se vedi che è troppo tieni da parte), spolvera con abbondante parmigiano reggiano, aggiungi qualche fiocco di burro, sigilla la teglia con un coperchio o carta alluminio e cuoci in forno già caldo, 180 gradi non ventilato, per 20 minuti. Poi elimina la copertura e rimetti in forno, alzando la temperatura per formare la crosticina, per altri 10-15 minuti.

Puoi usare il grill ma fai attenzione a non bruciare tutto. Piuttosto porta a temperatura tenendo la teglia fuori dal forno e rimetti dentro per il tempo della doratura.

Riso al forno

Riso al forno

Patate e funghi

8 COMMENTS

  1. Ciao Monica, la ricetta mi intriga molto perché prevede peraltro gli ingredienti che mi sono più cari. Non ho però ben chiaro quando mettere il riso, se in ogni strato o solo nell’ultimo. Grazie, una volta capito questo la farò subito!

    • Che pasticcio! Ho riscritto il testo per rendere più chiari tutti i passaggi. Il riso va suddiviso equamente tra i diversi strati e messo a crudo, come tutti gli altri ingredienti così cuociono insieme nella teglia. Grazie e buona cucina, Monica

    • Chiedo scusa! Rileggo sempre i testi prima di pubblicare.. non so cosa mi dicesse la testa questa volta. Grazie per la segnalazione. Ho rivisto l’intero testo, spero che il piatto mi farà perdonare, Monica

    • Gentile Nicola, mi scuso con lei e con tutti i lettori che mi hanno fatto notare la scomparsa del riso dal procedimento. Ora c’è tutto, grazie per avermelo segnalato. Monica

  2. Ho letto come sempre con piacere il tuo post. Anche per me il comfort food per eccellenza è legato ai ricordi. È per me è qualcosa in brodo.
    Il brodo caldo che ti rimette a posto.
    La minestrina o i tortellini mi fanno tornare bambina e mi sembra che la mia mamma sia li con me. Più comfort food di così.
    Naturalmente proverò la tua tiella. Già lo sai.

    • Spero che il piatto ti piacerà ma, come te, non esiste un comfort food che mi tocchi più nel profondo del brodo caldo. Mi basta averne una tazza tra le mani e anche nella sera più fredda tutto cambia. Buona vita cara amica

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