Lasagne di pane carasau con verdure e un ingrediente insolito

Il pane carasau è l’ingrediente curioso.

Quello che forse non ti saresti aspettato di trovare nella mia dispensa. Oltre che il protagonista di questa ricetta. Prima d’ora lo avevo assaggiato ma mai utilizzato. E tu?

È entrato nella mia dispensa grazie a un amico sardo che a ogni viaggio Bologna-Sardegna-Bologna, ritorna sempre con qualche dono per noi: i limoni dell’orto del suo papà, un pezzo di pecorino, fregula, pane carasau. L’ho messo via pensando a come utilizzarlo e, nel frattempo, erano già passati dei mesi.

Il pane carasau è un prodotto sardo che si fa con farina di semola di grano duro, acqua, sale e lievito. Di solito ha forma tondeggiante ma in alcune parti della Sardegna è rettangolare. Puoi farlo a casa, se ti incuriosisce. Altrimenti cercalo al supermercato o nelle gastronomie ben fornite, è un prodotto che si trova facilmente e costa poco
O meglio, costa il giusto.

Sottile come una velina e croccante grazie alla doppia cottura, appartiene alla tradizione italiana dei pani fatti per durare a lungo. Puoi consumarlo secco, mettendolo nel cestino del pane. Oppure puoi bagnarlo per restituire umidità alla sfoglia e realizzare piatti dolci e salati. Come ho fatto io con le lasagne vegetariane che ti presento in questo post.

Se ti interessa la ricetta e non hai tempo di leggere, scorri il post. Altrimenti buona lettura.

Lasagne di pane carasau con verdure e nuovi ingredienti

Pane carasau e cucina di quarantena.

La cucina di quarantena, come ho già scritto anche qui sul blog, fa pensare.
Apro gli sportelli della dispensa cercando di consumare quello che trovo, sia per evitare troppi giri spesa sia di sprecare cibo. Ma c’è di più.

La dispensa è ormai diventata l’oblò da cui guardo al mondo, riflettendo su quello che sta succedendo e cercando di capire come cambieranno le cose nel prossimo futuro. Un futuro dove -almeno io ne sono convinta- salute dell’uomo e cibo, soprattutto in relazione alla sua produzione e agli sprechi, saranno sempre più connessi.

Ma i pensieri spaziano in tante direzioni.

Come proprietaria di una casa di famiglia che con tanto lavoro e altrettanti sacrifici avevamo convertito in bed & breakfast appena due anni fa, penso a come e quando si tornerà a viaggiare per piacere. Ho amici un po’ tristi perché non sanno se a maggio potranno partire chi per Parigi, chi per un’isola greca. Io invece mi chiedo, con malinconia ma anche con composta rassegnazione, se riapriremo mai Casa Nora.
E no, non credo che qualcuno a maggio uscirà dai confini nazionali.

Ma capisco che coltivare, forse anche aggrapparsi, all’idea di un “post emergenza” di mero ritorno alle proprie abitudini e di riappropriazione dei nostri progetti, non sia segno di superficialità, non sempre, ma di speranza e anche della necessità, per alcuni, di non abbattersi o essere sopraffatti da ansia e paura. Io sono fatta diversamente. Non sono capace di raccontarmi le cose o di spingere la palla un po’ più avanti pensando “poi si vedrà” o “andrà tutto bene”. Ho bisogno di calare i pensieri a terra trasformandoli in parole perché le parole hanno una dimensione. Solo così riesco a spazzare via le ombre che rischiano altrimenti di trasformare i pensieri in un incubo.

Posso affrontare le cose solo mettendole in fila per guardarle in faccia e magari scoprire che sono meno brutte di quel che pensavo. In fondo da piccoli abbiamo imparato che la paura si nutre del buio ma poi bastava la lucina di cortesia del comodino per scacciarla. Non voglio farla semplice. Lo stesso, la paura ha spesso piedi d’argilla. Cioè non ha motivo d’essere. E altre volte, ascoltare i nostri timori può trasformarsi in un atteggiamento di cautela che sconfina nella saggezza.

Le riflessioni di questi giorni mi fanno credere che, forse per un po’ o forse per sempre, dovremo cercare di uscire dagli schemi di pensiero e comportamento che abbiamo utilizzato sinora. Probabilmente dovremo armarci di coraggio e pazienza per adattarci a nuove esigenze di distanziamento sociale, le stesse che hanno già cambiato in modo significativo le nostre abitudine di vita: familiari, di relazione, di lavoro. E affrontare chissà quali sfide che arriveranno da un mondo troppo densamente popolato e consumato.

Nei prossimi giorni e settimane, sul blog, accenderò delle “piccole luci” perché sono sicura che ripartiremo ma temo una falsa partenza che potrebbe ributtarci indietro. Non ripartiremo quando potremo uscire di casa. La prima uscita sarà ancora di convivenza con il virus e quindi in stato d’emergenza. Nel frattempo avremo un po’ di tempo per pensare al mondo nuovo. A come lo vogliamo, a quello che abbiamo l’opportunità di cambiare. Immaginando anche come cambieremo noi, gli abitanti del mondo.

Lasagne di pane carasau con verdure

Lasagne di pane carasau

La ricetta delle lasagne al forno fatte con pane carasau è una versione più rapida, anche economica, di quella tradizionale preparata con la sfoglia gialla o verde di uova. Ma altrettanto gustosa. Nel forno, avvolto da strati di verdura e besciamella, il carasau si trasforma in una sorta di crespella sottile che rende perfettamente la consistenza della lasagna tradizionale.

È un piatto adatto al pranzo della domenica e alla tavola di Pasqua, facile da preparare e di grande soddisfazione. E anche economico.

Ti consiglio di preparare le lasagne di pane carasau il giorno prima e fare la besciamella homemade. Credimi, ha tutto un altro sapore. Anzi, ha sapore. E se vuoi dare alla tua besciamella uno sprint bolognese, aggiungi il profumo della noce moscata.

Buona cucina, Monica

Lasagne di pane carasau con verdure e nuovi ingredienti

Ricetta Lasagne di pane carasau con verdure


Ingredienti
per 4 persone


pane carasau, 250g
piselli sgusciati, 150g
carote, 2
cipolla gialla, 1 piccolina
bietola, 1 mazzo
besciamella, 300g circa
parmigiano reggiano grattugiato q.b.
sale, noce moscata, olio d’oliva e burro q.b.


Procedimento


Dopo avere lavato e pulito la bietola, cuoci la verdura in acqua bollente salata per qualche minuto, scola, lascia raffreddare e strizza con delicatezza. Taglia finemente la bietola e tieni da parte.

Sempre in acqua salata, sbollenta per pochi minuti anche i piselli. Scola e tieni da parte.

Pulisci e taglia le carote a rondelle sottili. Tenete da parte.

Fai soffriggere dolcemente la cipolla tagliata fine con poco olio, burro e un pizzico di sale fino a quando è leggermente dorata. Se ti piacciono, aggiungi qualche fungo champignon già lavato e affettato e continua la cottura su fiamma dolce per alcuni minuti.

In una ciotola, amalgam insieme tutte le verdure, insaporisci con olio d’oliva, noce moscata, qualche cucchiaio di parmigiano, un paio di besciamella e aggiusta di sale.

Sei pronto per comporre la lasagna! Lasagne di pane carasau con verdure e nuovi ingredienti

Ungi il fondo della teglia quadrata o rettangolare (20×30) con olio d’oliva, né tanto né poco. Poi distribuisci in modo uniforme un po’ di besciamella

Prepara un piatto di acqua calda e tieni a portata di mano.
Rompi le fette di pane carasau a pezzi, immergi ogni pezzo, per un minuto scarso, nell’acqua calda. Poi sistema i pezzi in modo da coprire il fondo. Usa quelli più piccoli per riempire gli spazi in modo da coprire tutta la base della teglia.

Aggiungi uno strato di verdure, copri con besciamella, spolvera di parmigiano e copri con altro carasau ammorbidito. Ripeti fino a terminare gli ingredienti formando una lasagna di 3 o 4 strati.

Ricopri l’ultimo strato di pane carasau solo con besciamella, abbondante parmigiano e una spolverata di noce moscata.

Cuoci in forno già caldo per 20 minuti (180 gradi, funzione statica).

Trascorso questo tempo, alza la temperatura del forno a 200 gradi e continua la cottura per altri 10-15 minuti fino a formare una crosticina croccante ma non troppo scura.

Servi le lasagne ben calde.

Il giorno dopo sono ancora più buone, riscalda in forno ben caldo coprendo la teglia con un foglio di carta alluminio per evitare che si secchi troppo.

Lasagne di pane carasau con verdure e nuovi ingredienti

6 COMMENTS

    • Valeria che bello trovarti qui, e per questo ti ringrazio di tutto cuore. Di questa lasagna posso dire che è nata per caso e dall’esigenza di consumare tutto il consumabile che, mano a mano, pesco dalla dispensa. Pur avendolo assaggiato, non avevo mai usato il carasau per produrre un piatto. Men che meno una lasagna! E invece, mi ha conquistata. Anzi, ha conquistato tutti, persino mia suocera che oltre a essere una gran cuoca è anche una giudice severa (ma giusta). Posso solo consigliarle. Nel frattempo, sto provando altre ricette! Monica, xo

  1. È già in nota per la prossima settimana … userò le verdure che ho nel frigorifero.
    Aspetto le tue luci dei prossimi giorni… ne abbiamo tanto bisogno. Nel frattempo rifletto su ciò che ho appena letto. Grazie cara!

    • Grazie Carolina, è bellissimo cucinare e pensare insieme, anche sulle cose della vita. Parto allora dalla ricetta, l’ho appena rifatta usando piselli, asparagi e zucchine. E forse mi è piaciuta più della versione precedente ma, come scrivi tu, il bello di questa ricetta è usare un po’ quello che si ha. Riguardo al resto, tempi difficili, di ansia e paura. Ma anche di cambiamento. E forse di nuove possibilità. Alcuni fenomeni legati alla globalizzazione, cambieranno. Avremo una ripresa della dimensione locale, per tanti motivi. Con questo intendo che vivremo di più le nostre comunità e, per questo, c’è anche chi dovrà riscoprire il significato di comunità. Da persona curiosa, e come tutti interessata a capire, mi faccio tante domande e cerco risposte per trovare la mia strada. Le parole mi sembrano piccole luci là dove col buio, non si va da nessuna parte. Con umiltà, offro parole senza pretese, nessun parolone e neppure parole definitive, giusto quelle poche lettere che, come le briciole di Pollicino, magari serviranno per trovare almeno un sentiero. Ti abbraccio con gratitudine, Monica

  2. Io sto già rivedendo molte cose e tante abitudini barbare che non sapevo neppure di avere stanno sparendo. Se uscirò migliore sarà una cosa positiva 😘

    • Le persone che hanno cuore e cervello, non potranno che uscire cambiate e, credo/spero, migliorate da questo evento che segna una collettiva presa di coscienza. Certo, vale per molti, non per tutti. Ma nel tuo caso, come hai scritto, sei già al lavoro partendo da te stessa. Il vero cambiamento, quello duraturo, prima coinvolge gli individui che poi si uniscono e, insieme, fanno un passo avanti. Ti abbraccio Alice

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