Ciambella di Imola, ricetta semplice e sapori di una volta

Sul web trovi più di undici milioni di contenuti dedicati alla ciambella.

Alta, bassa, soffice, profumata, da colazione e merenda.
Questa è la ricetta della ciambella di Imola.

Ciambella di Imola

Ciambella, un mondo affollato.

Quando ero piccola, avevo una certezza: che tutto quello che nonna sfornava sotto il nome di “ciambella”, sarebbe stato buono.

Da adulta, ho scoperto che, spesso, le ciambelle sono dolci dal sapore noioso.
A volte anche dalla consistenza fastidiosa.

A pari merito, considero moleste le ciambelle gommose, forse a causa di un problema di lievitazione; e quelle che diventano briciole al primo morso. In questo caso, probabilmente, il cuoco ha usato pochi liquidi o pochi grassi, entrambi utili a tenere insieme il tutto.

Piccola avvertenza: non confondere il morso croccante, con relativa copiosa produzione di briciole, con il disastro che ho appena descritto.

Ma come riconoscere una ciambella noiosa da una strepitosa?

Dalle infinite combinazioni di farina, zucchero, latte e uova nascono ciambelle simili e tutte diverse tra loro.

Ma se c’è stato qualcuno che, quando eri piccola, preparava questo dolce per te, recupera quella ricetta. La ciambella migliore è quella che ha cullato, cresciuto, educato il tuo palato. Proprio come nonna, o mamma, ha fatto con te.

Nonna Sara preparava tanti tipi di ciambella.
Soffice e con la ricotta nell’impasto. La ciambella romagnola classica, senza buco in mezzo. C’erano la ciambella lunga e quella tonda. Molte avevano un impasto compatto e non c’era bisogno dello stampo.

Appartiene a questo genere quella farcita con la nutella, che mangiavo sempre d’estate e che compravamo anche al forno dei paesi romagnoli dove andavamo al mare in villeggiatura. O quella secca da accompagnare con il vino che nonna faceva – in estate come in inverno- quando c’erano ospiti.

La ciambella è un dolce semplice ma, attenzione, l’aggettivo non deve trarre in inganno.

Semplice non significa che mescoli con poca grazia e nessun amore degli ingredienti in una ciotola. O che prendi una ricetta, magari una buona ricetta, elimini zucchero e burro per renderla noiosa e uguale alle tante ciambelle che, purtroppo, ho assaggiato.

Ciambella di Imola

La ciambella di Imola.

Ogni volta che incontro una ciambella senza sapore e senza carattere, con la memoria ritorno a quelle che faceva nonna.

La rivedo mentre dispone e pesa gli ingredienti sul tavolo di cucina. A seconda della ricetta, mescola il burro a pomata con lo zucchero oppure monta gli albumi a neve.

E poi vedo me stessa in attesa della ciotola degli avanzi dolci e cremosi dell’impasto da ripulire con il dito.

Nel frattempo lo sportello del forno si apre e, dopo una breve attesa, il profumo inizia a spandersi nella cucina.

Quando è pronta, non avere fretta di togliere il dolce dallo stampo.

Dopo la cottura, la ciambella ha bisogno di un po’ di riposo. Che sia morbida o secca, il rischio rottura è concreto.

Questa ricetta ha le caratteristiche che devono avere per me le ciambelle buone: esce fragrante dal forno, sostiene il taglio senza problemi e all’assaggio ti riporta nella cucina di quando eri bambino. Tutto questo per pochi euro. Potenza della (buona) cucina.

In questa ciambella non c’è traccia di aromi e neppure un pizzico di sale.

La ricetta non appartiene alla mia famiglia.
Fu, insieme ad altre, un regalo che gli chef del San Domenico di Imola Max Mascia e Valentino Marcattilii fecero a un modesto ricettario scritto da me e una amica giornalista (e si, anche gli chef stellati mangiano e cucinano semplici ciambelle).

Il libro, Presto ch’è pronto, fu pubblicato dalla casa editrice della mia città, la Bacchilega editore,e il ricavato devoluto alla Caritas diocesana locale.

La ricetta è anche un omaggio alla mia città, Imola, dove è conosciuta proprio con questo nome (una volta, al posto del burro si usava lo strutto).

Buona cucina, Monica

Ciambella di Imola

Keep in Touch

Per restare sempre aggiornato e non perdere nuove ricette e articoli, iscriviti alla newsletter di Tortellini&CO. Niente spam, solo cose carine.

Stai in Rete

Se ti va, puoi seguirmi su InstagramPinterest e Facebook.

Ciambella di Imola


per 6 persone o per diverse colazioni e merende
Ingredienti


250g di farina 00
150g di zucchero semolato
80g di burro ammorbidito fuori frigorifero
2 uova (3 se sono piccole)
latte 100g circa
lievito per dolci, 10g


Procedimento


In una ciotola, monta il burro a pomata con lo zucchero usando le fruste elettriche.

Unisci le uova e mescola con le fruste.

Poi aggiungi la farina setacciata, il latte e, da ultimo il lievito.

Ungi uno stampo rettangolare, tipo da plumcake, versa il composto, pareggia con una spatola, poi spennella la superficie con del latte.

Spolvera con abbondante zucchero semolato e cuoci in forno statico, già caldo, a 180 gradi per 30 minuti (controlla con uno stecchino di legno che sia cotta: quando lo stecchino esce asciutto, il dolce è pronto).

Ricette dolci

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here