Budapest: tradizione, innovazione e farmer’s market

Pensando alla cucina ungherese la prima cosa che viene in mente non può che essere il Gulasch. Effettivamente girando per Budapest, qualunque tipo di locale, dal bistrot al ristorante alla taverna più rustica, propone questo famoso piatto.

Inutile resistere e volentieri procedo con alcuni assaggi di diversi tipi di Gulasch: ?Fatelo anche voi, vi aiuterà ad entrare nel giusto mood per cogliere lo spirito della città.

Budapest: tra tradizione, innovazione e farmer's market

Consiglio n. 1: cammina e cammina

Dietro consiglio di una cara amica che ha trasferito vita e famiglia in questa maestosa capitale, mi accingo a provare un ristorante tradizionale.
Camminando per le strade di Budapest verso la meta, penso che non si può non restare colpiti e affascinati dalla ricchezza della sua architettura e dal susseguirsi di stili diversi. Gotico, rinascimentale, barocco, classico, ottomano, romantico, art-nouveau. Ce n’è davvero per tutti i gusti! Per questo motivo scegliete di spostarvi passeggiando.

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Fino a dove?

Il ristorante, Szep Ilona, si trova a Buda, sulla riva est del Danubio che, assieme a Pest, dall’altra parte del fiume, formano la splendida città.

In compagnia dei miei amici, decidiamo di metter da parte il gulasch e dedicarci ad altri piatti tradizionali. Una premessa è d’obbligo: le porzioni sono abbondanti e il cibo ricco. Quasi ogni portata è accompagnata da dense salse cremose e ovunque regna la panna acida! Quindi consiglio di non cedere ad alcuna tentazione per guastare al meglio questo pranzo. Un pranzo che vale davvero la pena se volete assaggiare qualcosa di veramente tipico.

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Se vi state chiedendo cosa ho assaggiato…

Ho iniziato con una zuppa molto gustosa a base di panna acida, patate e scaglie di salame ungherese. Fra tutti i piatti assaggiati, l’ho adorato. Il bello di provare piatti nuovi è che… a volte uno si confonde! Così ho ordinato quello che pensavo fosse un antipasto e invece si è rivelato una vera e propria pietanza. Perfetta per gli amanti della carne e per buoni mangiatori. Si tratta di due spesse pancakes ripiene di carne in salsa rossa e panna acida (alla ‘Hortobágy’). Infine il piatto forte: roast beef con contorno di ciambelline di patate, salsa alla selvaggina e sour cream (vi avevo avvertito che la panna acida è usata con abbondanza!). Una carne sottile, morbida e dal sapore più delicato della precedente, ma comunque un piatto ricco sia per il condimento che per l’originale contorno. Come potete immaginare, non sono proprio riuscita ad ordinare un dessert!

Piccolo consiglio

Accompagnate il pasto con vino o birra ungherese, anche al bicchiere.

Szimpla Kert e Ruin pubs

Ciò che mi ha più colpito dal punto di vista “opzioni food”, è stato il farmer’s market che si tiene ogni domenica dalle 9 alle 14 allo Szimpla Kert, di Kazinczy utca. Nel cuore del quartiere ebraico a Pest. Questo è il primo ed originale romkocsma di Budapest. Meglio conosciuto con il nome inglese ruin pub, aperto nel 2002.

Ad oggi il fenomeno dei ruin pubs è una caratteristica originale della capitale ungherese. Per molti che aprono, alcuni chiudono. Tanti seguono una logica stagionale e non li troverete sempre. Si tratta di una vera e propria tendenza che vede il cibo protagonista di progetti di riqualificazione urbana e di nuove modalità di aggregazione.

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Innovazione a Budapest

L’idea è quella di occupare, in modo produttivo e alternativo, antichi edifici non utilizzati né restaurati a causa di mancanza di fondi pubblici. Edifici che gli abitanti hanno voluto preservare, creando una simbiosi unica di vecchio e nuovo. In genere sono luoghi notturni pieni di musica e arredati con materiale di riciclo e opere di giovani artisti. Ma qui allo Szimpla, la domenica è un tripudio di cibi organici freschi portati dai produttori locali. Qui è possibile sia acquistare sia gustare in loco le diverse offerte, scegliendo dove accomodarvi tra le stanze tutte diverse, ciascuna con il proprio fascino. Oppure all’aperto nel cortile interno. Malgrado sia diventata meta turistica molto ambita, e quindi meno frequentata dai locali rispetto ad una volta, merita di essere visitata. Ovviamente assieme a tutti gli altri ottimi farmer’s markets che abbondano in città. Buon divertimento!

Niki

Budapest: tra tradizione, innovazione e farmer's market

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Articolo disponibile anche in Eng

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