Botteghe storiche di Bologna: Paolo Atti & Figli

La storia che voglio raccontarvi è una storia che nasce lungo la Via Emilia.
Una strada d’origine romana che unisce le città emiliano-romagnole come solo un vincolo di sangue può unire.

A dispetto delle differenze, che pure ci sono, e di tutti quelli che credono siano tali da rendere l’Emilia altro dalla Romagna, Bologna altro da Modena, Ferrara una cosa sè, quella che si affaccia lungo la Via Emilia è una sola grande famiglia. E sono le differenze a renderci tali. Voi avete mai visto una famiglia dove han tutti la stessa faccia, lo stesso carattere e attorno alla cui tavola non si discute mai?

Le storie che si raccolgono lungo la via Emilia, molto spesso, parlano di famiglia.
A dirla tutta, l’abitudine delle famiglie di continuare a vivere insieme, generazione dopo generazione, è tipica di gran parte dell’Italia.

La famiglia non era solo il luogo degli affetti. La famiglia era spesso anche volano di attività economiche destinate a diventare storie di successo.

Come quella della famiglia Atti che dal 1880 intreccia la sua storia con quella di Bologna contribuendo al mantenimento della fama d’opulenza che accompagna la città turrita sin dal MedioEvo.

Se il pane potesse parlare…

Sono sicura che tra le sue storie, racconterebbe anche quella di Paolo e Adele Atti che nel 1880 fondarono una ditta di produzione alimentare che ancora si trova nella sede originaria di via Caprarie 7 e di via Drapperia 6. Si tratta della zona che i bolognesi chiamano il Quadrilatero. Oggi è molto frequentata dai turisti. Ma tra selfies e accenti da tutto il mondo, se prestate attenzione, sentirete ancora scandire in bolognese ben chiaro: “altro? Altro” (tipica espressione bolognese per dire che non si desidera acquistare niente altro).

Il Quadrilatero è la casa dei bolognesi, quella dove andiamo per acquistare prodotti di qualità senza mai perdere il piacere e il gusto di passeggiare tra botteghe talmente storiche da sentirle tutti anche un po’ nostre.


Se volete leggere qual è il mio giro spesa tra le botteghe del Quadrilatero, leggete QUI


Dopo Paolo e Adele, diverse generazioni di Atti hanno portato avanti l’attività che è un tutt’uno con la storia della famiglia. Allora come oggi, la produzione è incentrata sulla bolognesità: tortellini, tagliatelle, certosini, torte di riso. Per citare qualche nome.

Le ricette sono quelle collaudate dalle donne di famiglia. Quelle che da Adele in avanti, sono state trascritte sui quaderni di casa per non rischiare di dimenticare un passaggio, un ingrediente. Come si fa ancora oggi in tutte le famiglie italiane.

Un food tour consigliato: a forestieri e bolognesi

A fare da cornice agli ingressi, troviamo le vetrine originali di legno, vetro e specchi.
Mi fermo spesso per guardare le vetrine. Raccontano Bologna meglio di mille parole. E poi mi piace leggere i cartellini che illustrano i cibi. Rime bolognesi che hanno il sapore delle Zirudèle (in bolognese: filastrocche. Piccoli componimenti in rima, spesso a carattere umoristico).

Dietro ai banconi alti e severi, c’è il sorriso delle dipendenti che io chiamo le “Signorine Atti”. Forse per il fatto che molte di loro sono lì da anni e anni, penso che un po’ di famiglia debbano sentirsi.

Dietro al bancone di entrambi i punti vendita, ecco l’accesso ai laboratori. Un intrico di stanze e corridoi che occupano quasi un isolato. Ovunque ferve il lavoro di panettieri, pasticceri e sfogline. Stanza dopo stanza è un susseguirsi di profumi. Pane, dolci, sfoglia.

La Famiglia Atti apre volentieri le porte “di casa” a chi bussa. E’ orgogliosa di mostrare un po’ di quel lavoro che oggi vengono ad ammirare da tutte le parti del mondo. Per questo dico ai bolognesi: andate anche voi. Non dimentichiamo chi siamo, la fatica che occorre per fare il pane, quanta dedizione c’è nella chiusura di ogni singolo tortellino, la bellezza di un dolce antico come il certosino.

Come fare per visitare Paolo Atti & Figli

E’ molto semplice. Leggete QUI e scrivete a info@paoloatti.com

Io l’ho fatto. Vi racconto come e perché è successo.
Mi scrive una coppia californiana che soggiornerà a Bologna nel mio r&b. Mi raccontano che festeggeranno 10 anni di matrimonio e vorrebbero fare un food tour della città. Mi chiedono se posso aiutarli. Accetto con entusiasmo. Penso al mio giro spesa nel Quadrilatero, all’autenticità che si respira tra i banchi della frutta e verdura di vie Pescherie e le botteghe storiche che si affacciano sui vicoli. E mi dico che potrebbe piacere anche a loro di sentirsi come un “local” per un giorno. I miei ospiti ne sono stati davvero felici ma, alla fine, la più sorpresa -forse- ero io.

Sorpresa del fatto che una coppia di forestieri abbia accompagnato una coppia di bolognesi a scoprire una autentica meraviglia della propria città, e non il contrario.
Non fatelo anche voi. Non aspettate l’occasione. Organizzate una visita.

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