Alla scoperta dei sapori di Prato e dintorni: 5 ristoranti

Ristoranti. Per valutare l’esperienza, conta solo quello che c’è nel piatto?
Burt Lancaster diceva di giudicare un ristorante dal cestino del pane e dal caffè.

Altro che pane e caffè, per me sono molti, molti di più, gli aspetti che contano.

Accoglienza, pulizia, servizio, energia del locale, materie prime e loro utilizzo, persone (proprietario/chef e commensali), sapore dei piatti. Conta persino come trascorro le ore successive al pasto. In fondo la digestione non è mai un aspetto secondario. E anche i commensali presenti al tavolo contribuiscono, e non poco, sulla valutazione complessiva di un’esperienza al ristorante. Che non significa che non sappia riconoscere l’oggettiva bontà di un piatto. Ma da sola può non bastare per farmi tornare.


Su instagram ho posto la stessa domanda, quella con cui ho iniziato il post.
Sai che l’8% ha risposto che conta solo il cibo? Il 92% delle persone pensa che siano importanti tutti gli elementi che ho indicato.


Andare al ristorante è un’esperienza culinaria e antropologica.
Credo che i miei genitori abbiano una grande responsabilità nel mio approccio al ristorante. Quando ero piccola e andavamo al ristorante insieme, c’erano poche ma chiare regole da seguire: si resta seduti a tavola fino a quando non siamo noi a dirti che puoi alzarti, se parlano i grandi tu ascolti senza interrompere, mangi tutto quello che c’è nel piatto. Mi sono abituata a osservare e pensare. Per me l’esperienza al ristorante inizia dal momento in cui entro.

Blog tour alla scoperta dei sapori di Prato e dintorni: 5 ristoranti

Cinque ristoranti: blog tour alla scoperta di Prato e dintorni con Vetrina Toscana

Quando ho ricevuto l’invito per partecipare ad un blog tour dedicato alla scoperta di Prato e dei suoi borghi, da programma ho letto che avrei assaggiato la cucina di diversi ristoranti locali.

Una tentazione irresistibile. E senza indugio son partita.

Quello che ho visto e assaggiato mi è piaciuto. Ognuno di questi posti possiede le caratteristiche elencate.

Le persone che ho incontrato mi hanno colpita per la passione che buttano in pentola ogni santo giorno.

Se io e te al ristorante andiamo se e quando abbiamo voglia, loro, i ristoratori, che siano chef e/o proprietari del locale, devono andare ogni giorno.
E se stai pensando che è il lavoro che hanno scelto, io rispondo, okkkkkei certo.

Ma onestamente, tra me e te, tu vai volentieri tutti i giorni al lavoro? Sempre con lo stesso umore? Pensa per un secondo a quante persone intrattengono, a quante pentole e padelle mettono sui fuochi ogni giorno, a quanto cibo servono con la stessa cura, a quanti odori e schizzi bollenti sottopongono mani, viso, occhi, narici.

E poi non dirmi che non c’è qualcosa di eroico in quelli che lo fanno bene.

Ognuno dei ristoranti di Prato e dintorni che ho provato, mi ha colpita per motivi diversi.

Se stai organizzando una gita, un weekend, una vacanza eno-gastronomica o se ti trovi di passaggio per lavoro, ti indico un buon motivo, o più di uno, per andarci. Se ami i posti dove, oltre al conto, ti lasciano con un aneddoto, una curiosità su un piatto tipico, una storia o se sei a dieta e puoi mangiare solo con gli occhi, leggi il post fino in fondo. Non ti intrattengo con una sequenza dei piatti che ho mangiato. Quel tipo di recensioni mi fa sbadigliare già dalla seconda riga. Salvo poche eccezioni, sono la trascrizione di parte dei menù e un esercizio linguistico per verificare la conoscenza degli aggettivi. Tra i nemici del buon cibo, c’è la noia.

Inoltre, se sono ristoranti degni di questo nome, cambiano il menù seguendo le stagioni.

Per consultare le carte dei ristoranti dove sono andata, basta andare sui loro siti (trovi il link di ognuno).

Blog tour alla scoperta dei sapori di Prato e dintorni: 5 ristoranti

Prato e i suoi borghi

Prato è una città toscana dove si mangia molto bene, e lo stesso vale per i suoi borghi. E’ un territorio ricco di prodotti tipici che finiscono nei piatti dei migliori ristoranti, di luoghi incantevoli da visitare e sapori da conoscere. E’ facilmente raggiungibile via macchina o treno da Firenze e da Bologna. Tra ville medicee di struggente bellezza e colline verdi che sono un inno alla vita e al turismo lento, c’è una consistente e interessante offerta di prodotti tipici da degustare e piatti da assaggiare. Il tutto condito da persone genuine.

Credo che la primavera e l’autunno siano i momenti migliori per organizzare un weekend alla scoperta di Prato e dei suoi borghi all’insegna dello slow tourism, del turismo lento. Quello che piace a me. Di questa scoperta, devo ringraziare Vetrina Toscana.

Ho scritto di alcune delle sue bellezze storiche e paesaggistiche; dei prodotti locali e dei produttori che ho incontrato. La mia ultima tappa dedicata al blog tour, finisce al ristorante. Anzi, con la scoperta di 5 ristoranti.

Buona lettura, Monica


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Gente e prodotti tipici del territorio di Prato

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Il Capriolo, Prato
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Ho mangiato in cucina, mentre Tommaso, chef e proprietario, cucinava per il gruppo del blog tour mescolando ingredienti e ricordi. E’ questo infatti un locale storico di Prato, aperto sin dal 1961. All’inizio era una bottega d’alimentari dove la signora Ofelia offriva anche qualche piatto della tradizione toscana. E così il negozio diventa ben presto un “signor” ristorante a conduzione famigliare.

Dopo qualche passaggio di mano, il bis-nipote decide di dare nuovo corso alla propria vita e a quella del ristorante di famiglia. Il locale è curato e, grazie a diverse sale, accogliente per coppie, gruppi di amici e famiglie.

Il menù comprende piatti di carne, pesce e pizza, quindi è per tutti i gusti.
Ma sulla carta che segue le stagioni, trovi pochi piatti per ogni proposta, felici e pensati.

Senza nulla togliere a pizza e pesce, al tuo posto, metterei alla prova lo chef sulla tradizione toscana. Tommaso utilizza ingredienti locali e quelli più tipici del territorio pratese, come la mortadella di Prato delle sorelle Mannori, un’eccellenza vera.

Entrando nella cucina, il grande camino mi ha fatto pensare alla cucina di casa, ai sapori autentici della tradizione. E quello che ho mangiato, ha confermato quella impressione.

Pappa al pomodoro, francesina con la cipolla, bistecca sulla brace. Non sto recitando il menù, trattasi di poesia. E’ diverso.

La francesina è un piatto che puoi replicare. È un lesso rifatto con la cipolla (c’è chi usa il pomodoro e chi no). Dove rifatto significa ripassato in padella. Un piatto che non conoscevo e di cui non potrò mai più fare a meno. Tommaso consiglia di utilizzare la guancia.

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Ristorante Delfina, Artimino, Prato

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Sono entrata in questo ristorante senza nulla sapere della sua storia e di quella del proprietario e della sua famiglia. E di questo sono molto contenta perché se avessi saputo -prima di mangiare- tutte le meraviglie che ho letto dopo, mi sarei sentita, forse, quasi costretta a trovare tutto buono.

Che poi è quello che è successo ma l’ho pensato di cuore, senza alcun obbligo da retro-condizionamenti basati sulle ottime recensioni pubblicate da riviste specializzate o dall’idea di avere utilizzato la stessa sedia che fu di Salvatore Quasimodo.

L’unica cosa che avevo inteso era che Carlo, il proprietario, è un personaggio.
E fin qui. Nel senso che la Toscana ne annovera diversi di personaggi. Forse è una delle regioni d’Italia a più alta densità di personaggi. Carlo lo è per davvero. Ed è un personaggio di un tipo particolare.

Lui è il nipote della Delfina. Custode delle ricette di famiglia e di una storia che riguarda l’intera comunità del borgo d’Artimino e, in fin dei conti, della Toscana.

I suoi ricordi mi hanno colpita quanto il cibo. Quello che mi è sembrato di capire è che qui più che toscano, si mangi artiminese (se la parola esiste). Le erbe spontanee di una certa zona della collina che finiscono nella ribollita, ricetta della Delfina, sono l’essenza e la bellezza del campanilismo italico che raggiunge in Toscana la sua ennesima potenza.
E guarda che non è facile assaggiare il DNA di una famiglia e di un posto.
Oramai son sapori che si sono persi.

La nonna che al matrimonio raccoglie le briciole da regalare agli sposi per fare la pappa al pomodoro è un aneddoto potente che racconta la vita in campagna e racchiude l’essenza della cucina toscana. Una cucina dove molti piatti nascono nel solco della tradizione povera e contadina. Sono tanti i capolavori di semplicità della Toscana che sono nati per necessità.

Il locale della Delfina, oggi del figlio Carlo, si trova in un piccolo borgo affacciato su una valle abitata da ulivi e viti. Guarda in faccia la bellissima villa medicea conosciuta per i suoi cento camini. Se quello che cerchi sono atmosfera, storia, calore, passione e sapori autentici, non indugiare. Costruisci il viaggio per andare da uno degli ultimi custodi della tradizione toscana.

Ad esempio, la ribollita. Che non è ribollita perché cuoce a lungo, giusto? Altrimenti si chiamerebbe a-lungo-bollita. Non ri-bollita. La ribollita che mangiamo nei cocci è buona ma la vera ribollita, un piatto povero a base di cavolo nero, è quella che si mangiava il giorno successivo. La zuppa avanzata finiva di nuovo sul fuoco, facendo asciugare la parte brodosa, ed ecco la ribollita. Una pietanza solida. Che poi è quella che mangerai dalla Delfina.

Le Fontanelle, Prato
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Se è vero, come è vero, che la cucina tipica pratese è di terra, quella di pesce può sembrare “solo” un adeguamento delle tradizioni locali alle richieste del cliente di oggi. In realtà la scelta che ha fatto lo chef Valentino D’Aloisio, recupera il legame storico tra la sua Prato, città dell’entroterra, e Viareggio, città di mare.

Da qui la proposta di pesce del ristorante e hotel Le Fontanelle che partecipa ad un progetto regionale di recupero e valorizzazione -in cucina- del pesce povero locale.

Utilizzando ingredienti tipici di mare e di terra, la cucina offre piatti autenticamente toscani come la zuppa di farro e sugarello croccante di Viareggio. E’ una cucina intelligente che avvicina e invoglia alla riscoperta del pesce povero offrendo sapori genuini ma bilanciati. Dolci e gelati di produzione propria. Se hai voglia di pesce e sei a Prato, fatti tentare.

Blog tour a Prato alla scoperta dei suoi sapori

Le Farnete, Carmignano, Prato

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Nella bellissima collina di Carmignano, in un contesto storico, quello della villa Le Farnete, ecco un ristorante dal sapore antico e dal gusto elegante. Proposte sia di terra che di mare. Al tavolo abbiamo assaggiato cose diverse e spizzicando un po’ qui e un po’ là, ho trovato tutto molto buono. Da parte mia, nella scelta, sono inciampata su un tortello di patate condito con ragù e servito su una crema di formaggio gorgonzola.

Cortesia strepitosa. E poiché è un ingrediente che, prima del conto, vorrei trovare più spesso, lo segnalo.

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Casa Le Bandite, Vernio, Prato

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Il weekend alla scoperta di Prato e dei suoi borghi, non poteva finire in modo migliore.

Casa Le Bandite è ristorante e casa vacanze a gestione famigliare e si trova a Vernio, comune dell’Appennino pratese. Qui dove si respira un’aria pulita e si distingue con piacere ogni sapore, mi sono sentita coccolata. Ospitalità, sorrisi, scelta delle materie prime e il loro utilizzo, tutto finisce nel piatto per la massima soddisfazione del cliente. Pancettone e coccole guariscono dalla malinconia dei tempi moderni e dall’ansia da like. Lassù tra un coccolo e una coccola, dimenticherai stress e cellulare.

Organizzano anche lezioni di cucina.

 

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Vetrina Toscana è il progetto di Regione Toscana Unioncamere Toscana
che riunisce produttori, ristoratori e botteghe alimentari che valorizzano i prodotti tipici regionali e che si occupa di promuovere il territorio della regione Toscana


Se stai organizzando un weekend o una vacanza per scoprire un territorio o rivedere luoghi che già conosci ma dove non torni da un po’, forse potrebbe interessarti leggere qualcuno dei miei post a tema viaggio, li trovi QUI


 

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